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Cesare scrittore

Le opere di Cesare

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Caio Giulio Cesare fu un uomo di straordinarie capacità, non solo dal punto di vista politico e militare, ma anche sotto l’aspetto culturale e letterario, tanto da essere annoverato come uno degli scrittori più importanti ed efficaci della latinità.

I contemporanei restavano incantati dalla sua oratoria sciolta e fluente, mentre riguardo la sua prosa asciutta e senza fronzoli, persino Cicerone, non propriamente un amico, dichiarò: “Ha un’esposizione elegante, chiara e, in un certo senso, anche magnifica e generosa”.

Il “Corpus Caesarianum” comprende i “Commentarii de bello gallico”, composti di 7 libri ognuno dedicato ad un anno di guerra, dalle spedizioni contro gli Elvezi fino all’epico assedio di Alesia conclusosi con la resa di Vercingetorige, e i “Commentarii de bello civili”, in 3 libri, sullo scontro che lo vide contrapposto a Pompeo Magno; sull’attribuzione di altre due opere di medesimo genere, il “Bellum Alexandrinum” e il “Bellum Africanum“, c’è incertezza, ma la maggior parte degli studiosi ritiene che siano da attribuire alla penna di suoi luogotenenti.

I Commentarii sono “diari di guerra” in cui il generale annota eventi, battaglie, personaggi e aneddoti adoperando uno stile tanto personale da risultare inconfondibile, estremamente elegante, sebbene scarno, limpido, essenziale; come fonti storiche invece, seppur ovviamente preziosissime, esse vanno considerate cum grano salis, poiché scritte in prima persona, con l’intento, neanche troppo velato, di celebrare se stesso prima ancora che per amor di cronaca.

Tutte le altre opere di Cesare, purtroppo, sono andate perdute; tra esse, “Anticatone“, contro la memoria di Catone l’Uticense.

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