La macchina del Festival non si ferma mai, quello si sa ed ecco che non chiude un’edizione che già si pensa alla successiva. E infatti il colpo di teatro, lo si capisce subito, non sarà solo il nome del vincitore.
Chi condurrà Sanremo 2027? L’annuncio di Carlo Conti accende la finalissima
È qui che Carlo Conti sgancia la frase. Secca, calibrata. “Chi ci sarà alla guida di Sanremo 2027? Lo scoprirete stasera”. Lo dice davanti ai giornalisti, durante l’incontro ufficiale con la stampa. Nessuna fuga in avanti, tutto — sottolinea — concordato con i vertici Rai. “Ho avuto l’autorizzazione dei vertici Rai a poterlo dire solo stasera. E lo diremo non troppo tardi”. Parole misurate. Ma l’effetto è immediato.
In sala si alza un brusio. Qualcuno sorride, qualcun altro scrive già il titolo. È il gioco del Festival, certo. Però qui la posta è alta. Perché quando si parla di chi condurrà Sanremo 2027, non è solo una questione di nome. È gestione, linea editoriale, peso politico interno a Viale Mazzini. È futuro.
Conti resta in equilibrio. Non si sbilancia, ma nemmeno chiude. E mentre prova a riportare la conversazione sui brani in gara, la domanda resta lì. Sospesa.
Chi condurrà Sanremo 2027, tra turnover e possibile conferma
Il direttore artistico gioca di fino. Risponde a una domanda sugli esclusi di quest’anno — “Sono tanti”, ammette — e infila la frase che riapre tutto. “Spero che il prossimo anno siano considerati dal futuro direttore artistico… O da me stesso, se dovessi ancora essere qua”. Sorride. La sala ride con lui. Ma il messaggio passa.
È un equilibrismo televisivo, quasi accademico? Beh da un lato parla di rinnovamento. “È importante che ci sia qualche rinnovamento, qualche testa nuova, per portare nuova linfa al Festival, che comunque attualmente non ne ha bisogno”. Formalmente ineccepibile. Il Festival è solido, dice. Non ha bisogno di scosse. Però il ricambio è sano… Assolutamente si! Sempre.
Dall’altro lato, però, non si sfila. Non chiude la porta a un ritorno. Un Conti-tris? Nessuno lo pronuncia ufficialmente, ma l’ipotesi circola. Eccome.
E poi c’è l’orgoglio. “Il Festival è in grandissima salute”, rivendica, non si prende tutto il merito, anzi. Cita Claudio Baglioni. Cita Amadeus. “Non sono l’unico a lasciare il Festival in questo stato, il merito è anche di Claudio Baglioni e di Amadeus prima di me. È stato un crescendo costante”. Una linea di continuità, più che una rottura.
Intanto fuori dall’Ariston i fan aspettano, i tecnici corrono, qualcuno beve un caffè al volo. La sensazione è che la risposta arriverà davvero in diretta. Non troppo tardi, ha promesso.
E allora sì, la finalissima cambia prospettiva. Non è solo gara. È passaggio di consegne, oppure conferma. È strategia Rai. È televisione che si guarda allo specchio.
Stasera si saprà. O forse no. Ma l’attesa, quella, è già parte dello spettacolo.