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Chiara Poggi: le prove inquinate presenti sul pigiama della vittima

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Omicidio Chiara Poggi, gli errori commessi dai Carabinieri e le impronte, da tempo fuori uso presenti sul pigiama della vittima.

Il caso di Garlasco è ormai una costante negli organi di informazione e con il passare dei giorni emergono sempre maggiori indizi relativi a chi potrebbe aver ucciso Chiara all’interno della casa di famiglia a Garlasco, in particolar modo ha preso corpo in queste ultime ore l’analisi del pigiama indossato da Chiara la mattina in cui è stata uccisa.

La telefonata di Alberto ai Carabinieri

Quando Alberto Stasi arriva dentro casa Poggi chiama i Carabinieri, in particolare dalla registrazione Alberto si rivolge così – “credo abbiano ucciso una persona… non ne sono sicuro… forse è ancora viva” – come riporta anche Leggo.it una telefonata concitata e piena di paura.

Pochi minuti dopo arrivano a casa di Chiara due Carabinieri che si trovano davanti la scena del crimine ed il corpo di Chiara disteso sulle scale.

I due agenti presi dalla situazione compirono diversi errori, alcuni di questi fatali per scoprire veramente chi ha ucciso la giovane.

Le impronte sul pigiama, inutilizzabili

In particolare uno dei due Carabinieri girò il volto di Chiara e nel girarla, la spalla del pigiama entrò così in contatto con il sangue presente a terra rendendo impossibile un’eventuale identificazione.

Difatti sul pigiama erano presenti all’altezza della spalla le impronte di quattro dita – indice-medio-anulare e mignolo probabilmente dell’assassino. Non lo potremmo mai sapere perché queste furono inquinate.

Inoltre come riportato da Leggo.it tramite l’analisi del programma di Rete 4 “Quarto Grado” sono stati ripercorsi i molteplici errori compiuti dai Carabinieri e dal medico che non effettuò l’autopsia, situazioni che non hanno permesso di tentare di scoprire chi ha davvero ucciso Chiara, mistero ancora irrisolto nonostante la presenza in carcere di Alberto Stasi.