L’omicidio Mansouri da parte dell’ ormai ex poliziotto Carmelo Cinturrino nel boschetto di Rogoredo e quei 23 minuti di attesa per chiamare i soccorsi quando ormai non vi era più nulla da fare. La Beretta finta messa nella mano di un uomo ormai cadavere, la storia si arricchisce di un nuovo e forse definitivo capitolo.
Smentita la legittima difesa
La procura di Milano è intervenuta sul caso analizzandolo ed ha voluto da subito smentire la voce circolata nell’immediato della legittima difesa. Mansouri non aveva in mano una pistola.
A confermarlo anche un cittadino afghano presente sul posto che ha ammesso come la vittima fosse al momento dello sparo impegnata in una telefonata senza avere con sé alcuna arma.
Questo ha acceso i fari sulle potenzialità criminali di Cinturrino un uomo che, secondo il procuratore capo Marcello Viola, è in grado di uccidere ancora, per questo motivo è stato immeditamente portato in carcere.
La prima notte infatti l’ha trascorsa nella casa circondariale di San Vittore ed ora cresce la curiosità per capire dove continuerà a scontare la sua pena.
La frase svelata ai colleghi: “fate quello che dovete”
Cinturrino è stato fermato dai colleghi nel parcheggio del commissiariato della stazione di polizia di Mecenate dove l’uomo lavorava.
“Fate quello che dovete” avrebbe detto ai colleghi che lo ammanettavano, come riportato da LiberoQuotidiano.it. Una resa del tutto attesa, consapevole di quanto fatto e che ora dovrà solo pagare in carcere con una pena esemplare.
Come ha detto il questore Megale : “Siamo in grado di contrastare le mele marce e sulla base degli elementi che abbiamo, siamo di fronte ad un caso di questo tipo”.