> > Come la Russia sta reclutando veterani di guerra per rinnovare le squadre par...

Come la Russia sta reclutando veterani di guerra per rinnovare le squadre paralimpiche

come la russia sta reclutando veterani di guerra per rinnovare le squadre paralimpiche 1772644265

La campagna russa per integrare veterani feriti nelle squadre paralimpiche è supportata da fondi pubblici e progetti statali, con effetti sportivi e politici che suscitano controversie

Negli ultimi anni la Russia ha avviato un’ampia operazione per inserire i veterani della guerra in Ucraina nel sistema dello sport paralimpico: un percorso che va dall’ospedale alle strutture d’allenamento e, per alcuni, fino alle selezioni nazionali. Programmi pubblici, fondi statali e iniziative caritatevoli hanno alimentato una campagna che solleva interrogativi etici e politici sia all’interno del mondo paralimpico sia all’estero.

La strategia, documentata da inchieste internazionali, non riguarda solo il recupero fisico dei militari feriti ma mira a costruire una nuova classe di atleti d’élite. L’operazione ha ripercussioni sul piano sportivo — con la recente riammissione del Comitato Paralimpico Russo — e su quello diplomatico, visto il contesto di guerra e le reazioni di Stati e organismi internazionali.

Il modello operativo: dal letto d’ospedale al campo di allenamento

Secondo le fonti, il reclutamento parte spesso in strutture di cura per i militari: ospedali militari e centri di riabilitazione diventano punti di contatto dove alcuni feriti vengono avvicinati per entrare in progetti sportivi. Le procedure permettono il passaggio rapido dalla terapia alla preparazione atletica, con corsi e stage organizzati da enti legati al movimento paralimpico russo.

Programmi e finanziamenti dedicati

Uno degli strumenti chiave è il progetto “We Are Together. Sport“, lanciato nel 2026 e finanziato con oltre 26 milioni di rubli in due cicli grazie a contributi federali e presidenziali. A fianco del Comitato Paralimpico Russo opera anche la Fondazione Difensori della Patria, istituita da Vladimir Putin, che ha destinato 1,7 miliardi di rubli tra il 2026 e il 2026 a iniziative per amputati di guerra, inclusi programmi di riabilitazione sportiva.

Numeri, casi personali e percorsi rapidi

Le cifre fornite dal Comitato Paralimpico Russo indicano una crescita dei veterani nelle fila delle squadre regionali da circa 300 nel 2026 a 700 all’inizio dell’anno corrente, mentre il contingente nelle rappresentative nazionali sarebbe circa 70. Il processo prevede spesso poche mensilità di riabilitazione seguite da stage specializzati e inserimento in club o formazioni regionali.

Esempi concreti

Tra i nomi emersi c’è Ruslan Ustyuzhin, 38 anni, ex sottufficiale paracadutista che ha perso una gamba in combattimento a; dopo la degenza ha iniziato ad allenarsi nella pallavolo da seduti e ora è parte di una squadra di veterani a Mosca. Un altro caso è Tsyden Geninov, 29 anni, che ha perso la gamba destra nel 2026: dopo l’avvicinamento all’arco ha conquistato medaglie in competizioni organizzate dal Consiglio internazionale dello sport militare (CISM) in Paesi come Bangladesh e Iran, risultati che però non valgono per le qualificazioni IPC.

Risorse, eventi e critiche interne

I finanziamenti si estendono oltre le fondazioni presidenziali: governi regionali hanno coperto costi elevati per tornei dedicati (un’edizione a Khanty-Mansiysk nel febbraio 2026 ha superato i 60 milioni di rubli), mentre il regolatore delle scommesse ha dichiarato di aver destinato oltre 3 miliardi di rubli allo sport paralimpico negli ultimi quattro anni. Sponsor privati, come alcune società di betting, hanno anch’essi sostenuto eventi riservati ai veterani.

Questa focalizzazione ha però provocato malumori: atleti paralimpici non legati al conflitto temono la creazione di una categoria separata di partecipanti e chiedono che gli investimenti sviluppino il movimento per tutti i disabili, non solo per chi ha subito lesioni in guerra.

Questioni di legittimità e sicurezza

Le regole dell’International Paralympic Committee prevedono che chi abbia legami attivi con le forze armate o manifesti sostegno pubblico alla guerra possa essere escluso da status neutro nelle competizioni internazionali. Al contempo, la presenza di combattenti di gruppi paramilitari nelle liste di potenziali atleti solleva ulteriori dubbi sulla natura delle selezioni e sulla trasparenza dei criteri di ammissione.

Impatto internazionale: riammissione e reazioni

La riammissione del Comitato Paralimpico Russo ha avuto ricadute politiche: la decisione dell’IPC di autorizzare atleti russi e bielorussi ha suscitato proteste e minacce di boicottaggio dell’apertura dei Giochi di Milano Cortina. Paesi come Ucraina, Paesi Bassi, Estonia, Lituania, Polonia e Finlandia hanno espresso contrarietà, e alcune delegazioni hanno annunciato l’assenza alla cerimonia d’apertura.

In questo panorama complesso, lo sport paralimpico si trova a dover conciliare la promozione dei diritti delle persone con disabilità con le ripercussioni geopolitiche di scelte che riguardano atleti provenienti da teatri di guerra.