La recente riunione tra i leader di Gran Bretagna, Francia e Germania e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha acceso un dibattito diplomatico che attraversa diverse capitali europee. Dopo l’incontro di Londragli ambasciatori dei tre Paesi si sono recati al ministero degli Esteri a Mosca per colloqui con la diplomazia russa, su richiesta loro, aprendo così una nuova fase di interlocuzione che ha immediatamente prodotto reazioni e divisioni.
Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha dichiarato che «Ci incontreremo con loro, li ascolteremo» e ha aggiunto che «È interessante vedere come queste persone esporranno qualcosa che potrebbe ispirare idee costruttive». Queste parole hanno fornito concretezza all’iniziativa diplomatica, ma hanno anche alimentato tensioni sul formato negoziale auspicato per discutere della crisi ucraina.
Perplessità di Italia e Polonia sul protagonismo degli E3
La scelta del gruppo di Gran Bretagna, Francia e Germania, comunemente indicato come E3di prendere un ruolo visibile dopo il vertice di Londra non è stata ben accolta da tutti gli alleati europei. In particolare Italia e Polonia — che si collocano nel cosiddetto formato E5 in questa materia — hanno espresso malumori per l’esclusione dal tavolo.
I leader di Roma e Varsavia hanno parlato al telefono martedì e hanno condiviso la contrarietà all’idea che il trio di Starmer, Macron e Merz avanzi in modo apparentemente esclusivo.
Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha sottolineato la necessità di un quadro più ampio: «L’E3 esiste, non è che è nato stamattina per escludere l’Italia», ha spiegato, ma ha anche chiarito la preferenza per un E5 «più completo». Tajani e il suo omologo polacco Radoslaw Sikorski avrebbero convenuto di organizzare a breve un vertice degli E5, con la possibilità che si tenga a Berlino.
Il dossier ucraino e la questione del ruolo europeo
Il nodo centrale non è esclusivamente procedurale: sul tavolo c’è il ruolo che l’Europa intende giocare nella possibile fase negoziale con la Russia. Dopo la lettera inviata da Zelensky a Vladimir Putin per sondare l’apertura di colloqui, la dichiarazione congiunta emersa dalla riunione di Londra ha elencato cinque condizioni ritenute imprescindibili per qualsiasi discussione. Questo ha dato l’impressione, in alcune cancellerie, che gli E3 volessero proporsi come rappresentanti europei al tavolo, con una forte vicinanza a Kiev.
Reazioni dei Paesi baltici e implicazioni transatlantiche
I Paesi baltici hanno mostrato scetticismo verso l’ipotesi di discutere di negoziati con Mosca e chiedono di essere maggiormente ascoltati, perché la Russia è per loro un vicino immediato. L’ex ministro degli Esteri lituano Gabrielius Landsbergis ha espresso con ironia la riluttanza di alcuni a spingersi oltre il mandato organizzativo degli incontri, evidenziando frizioni interne al fronte europeo.
Un altro elemento che complica la vicenda è la dimensione transatlantica: alcuni leader europei sono preoccupati dall’idea di sostituire in parte il coinvolgimento diretto degli Stati Uniti in eventuali negoziati con Mosca. La presenza o meno di Washington al tavolo resta un tema sensibile, sul quale Italia e Polonia concordano nel sottolineare l’importanza di mantenere forte il rapporto con gli Stati Uniti.
Prossime occasioni di confronto e calendario internazionale
Il tema del formato negoziale e della leadership europea su Kiev è destinato a emergere in sedi multilaterali già programmate. L’attualità della questione potrebbe affiorare durante il vertice del G7 a Evian Les Bains e nelle discussioni dei leader europei nei giorni del summit del 18 e 19 giugno. Questi appuntamenti rappresentano momenti in cui si potrà valutare se consolidare un approccio condiviso o se invece le differenze tra capitali rimarranno un ostacolo.
L’iniziativa degli E3, l’accoglienza data da Mosca agli ambasciatori e la reazione degli Stati membri mostrano quanto il dossier ucraino continui a essere il fulcro della politica estera europea, con implicazioni che toccano formati, alleanze e il coinvolgimento transatlantico.
