Dal’8 al 10 giugno si è tenuto a Bologna, presso l’Hotel Savoiail 23° congresso nazionale della Società italiana di tossicologia (Sitox). L’incontro ha riunito oltre 80 esperti tra relatori, moderatori e componenti dei panel, articolando i lavori in più di 20 sessioni scientifiche che hanno unito presentazioni orali, poster session e flash communication con l’obiettivo di mettere in luce il ruolo della tossicologia nella tutela della salute pubblica.
Giornata inaugurale e il ruolo del gruppo Sitox Giovani
La prima giornata del congresso è stata interamente dedicata al Gruppo Sitox Giovaninato circa un anno fa e pensato per favorire la partecipazione delle nuove leve. Durante la sessione, sono stati esplorati temi legati alle terapie a base di oligonucleotidialla valutazione preclinica della sicurezza e ai modelli alternativi alla sperimentazione animale, come i modelli in vitro, gli approcci in silico e le metodologie note come New Approach Methodologies (NAMs).
Questi strumenti vengono descritti come fondamentali per rendere la valutazione del rischio più predittiva e coerente con la medicina moderna.
Dichiarazioni e prospettive dei coordinatori
Il presidente di Sitox, Orazio Cantoniha sintetizzato lo spirito del congresso affermando che “La tossicologia è una disciplina in profonda trasformazione”sottolineando la necessità di integrare dati biologici, clinici e computazionali nelle procedure di safety assessment.
Melania Serafinicoordinatrice del Gruppo Sitox Giovani e ricercatrice all’Università degli Studi di Milanoha evidenziato il valore di uno spazio stabile per il confronto tra università, industria, clinica e autorità regolatorie, spiegando la scelta di dedicare al gruppo una giornata specifica e di ospitare sessioni in lingua inglese per favorire le collaborazioni internazionali.
Tematiche centrali: sostanze, contaminanti e sicurezza
Nel programma complessivo del congresso sono stati affrontati numerosi argomenti di rilievo per cittadini, clinici, ricercatori e istituzioni. Tra i temi discussi figurano le nuove sostanze psicoattivegli oppioidi sintetici e le intossicazioni acutecon particolare attenzione al ruolo operativo dei Centri Antiveleni. Sono state inoltre trattate questioni relative alla sicurezza dei farmaci in gravidanzaagli effetti dei cannabinoidi sul neurosviluppo e ai rischi connessi a contaminanti ambientali come Pfasinterferenti endocrini e nanoplastiche.
La platea ha approfondito anche argomenti relativi alla contaminazione degli alimenti, alla sicurezza di dispositivi medici e cosmetici, nonché agli aspetti legati a dipendenze, alcol, nicotina e sicurezza stradale. L’ampiezza delle sessioni ha permesso di osservare come la tossicologia analitica e clinica si intreccino con le scelte regolatorie e con la protezione della salute collettiva.
Formati innovativi e networking operativo
La prima giornata ha sperimentato un formato orientato all’integrazione pratica: lavori in inglese, sessioni dedicate alle terapie avanzate e alle NAMs, e spazi pensati per lo scambio operativo tra chi svolge ricerca, chi sviluppa prodotti e chi valuta la sicurezza. È stato predisposto anche un momento di networking e uno skills board per facilitare il trasferimento di competenze e la creazione di collaborazioni tra mondo accademico, imprese, clinica e ambito regolatorio.
Nel corso dei tre giorni, i partecipanti hanno potuto confrontarsi su casi concreti, strumenti di valutazione emergenti e scenari normativi che richiedono approcci multidisciplinari e aggiornati. L’evento ha funzionato come una piattaforma per mettere a sistema evidenze scientifiche e esigenze decisionali, con l’intento di orientare future politiche sanitarie e regolatorie.
