Il secondo turno delle elezioni amministrative si svolge il 7 e 8 giugnourne aperte in 42 Comuni, tra cui sei capoluoghi. Questa tornata rappresenta il seguito di un primo turno che ha già fornito segnali politici territoriali, con verdetti che potranno consolidare o sovvertire equilibri locali. Il quadro è variegato: il centrodestra prova a consolidare i propri risultati, mentre il centrosinistra punta a difendere e recuperare municipi strategici.
Civiche e forze centriste potrebbero svolgere un ruolo decisivo in più di una competizione.
Le dinamiche di apparentamento, le percentuali ottenute al primo turno e la presenza di candidati civici rendono incerta la mappa dei vincitori. Tra i Comuni al voto figurano AgrigentoArezzoChietiLeccoMacerata e Tranidove le forze politiche cercano la rimonta o la conferma. Il calendario elettorale e i numeri del primo turno indicano sfide molto ravvicinate in parecchi casi.
Lecco: Boscagli sfida l’incumbent Gattinoni
A Lecco la competizione è particolarmente sentita. Filippo Boscagli, candidato sostenuto dalla coalizione di centrodestra e esponente di Fratelli d’Italiaha chiuso il primo turno con il 48,65% dei voti, mentre il sindaco uscente Mauro Gattinoni si è fermato al 42,53%. Boscagli è rimasto a un passo dalla soglia del 50% che avrebbe evitato il ballottaggio, e la sfida finale richiama la memoria dello scontro del 2026quando il centrodestra perse per pochi voti.
Per la coalizione guidata da Fratelli d’Italia la conquista di Lecco rappresenterebbe un risultato simbolico in Lombardia, regione che la coalizione governa ma dove nei capoluoghi il controllo è più debole.
Arezzo: il ruolo decisivo di Donati e di Azione
Ad Arezzo Marcello Comanducci, candidato del centrodestra, ha ottenuto il 43,8% al primo turno; Vincenzo Ceccarelli, per il centrosinistra, il 32,37%. Il terzo candidato, Marco Donati, civico sostenuto anche da Azioneha raccolto 9.299 voti, pari al 20,49%e non ha fornito indicazioni di voto per il secondo turno. Il partito di Azione ha mantenuto una posizione di neutralità rispetto alle scelte di alcuni esponenti locali che hanno invece appoggiato Ceccarelli; questa libertà di indirizzo rende l’esito del ballottaggio particolarmente imprevedibile, poiché i voti moderati di Donati potrebbero indirizzare la partita in entrambe le direzioni.
Chieti, Macerata e Trani: rincorse e ricomposizioni
A Chieti il centrosinistra è partito in vantaggio con Giovanni Legnini, fermo al 47,21% al primo turno, mentre Cristiano Sicari, sostenuto dal centrodestra, ha raccolto il 27,47%. Per tentare la rimonta Sicari ha ricomposto l’area di centrodestra, ottenendo il sostegno dei voti che al primo turno erano andati a Mario Colantonio (16,64%) e ad altre liste moderate; resta da verificare se questa coalizione sarà sufficiente per ridurre il distacco.
A Macerata il sindaco uscente Sandro Parcaroli si è fermato a un soffio della riconferma con il 49,96%mentre il candidato di centrosinistra Gianluca Tittarelli ha raggiunto il 41,95% e ha cercato di ampliare l’intesa con il civico Marco Sigona, di Officina delle Idee. Nelle Marche, dove la guida regionale è di centrodestra, una vittoria del centrosinistra a Macerata potrebbe rappresentare un segnale politico di rilievo.
A Trani la partita è aperta dopo due mandati di amministrazione di centrosinistra: Marco Galiano, sostenuto dal Pd ma non dal Movimento 5 Stelle al primo turno, è al 40,69%mentre il centrodestra parte da Angelo Guarriello con il 30,32%. L’assenza di accordi formali con il civico Giacomo Marinaro (21,5%) complica il quadro e rende difficile valutare la forza della rimonta della destra.
Agrigento, Genzano di Roma e Vigevano: conti risicati e candidati chiave
Ad Agrigento la partita si gioca su margini stretti: Michele Sodano, candidato del centrosinistra, è al 39,13%vicino alla soglia del 40% che avrebbe evitato il ballottaggio in Sicilia; Dino Alonge, sostenuto da Forza Italia, Fratelli d’Italia, Udc e autonomisti, ha ottenuto il 34,7%. Le divisioni nel centrodestra e il rifiuto di apparentamenti da parte di alcuni candidati rendono l’esito incerto, così come la futura composizione del consiglio comunale che potrebbe condizionare l’amministrazione.
Fuori dai capoluoghi, Genzano di Roma è un caso da monitorare: Fabio Papalia (centrodestra) ha preso il 34,14%il sindaco uscente Carlo Zoccolotti il 29%mentre altri candidati hanno diviso il resto dei consensi rendendo difficile prevedere lo spostamento di voti. A Vigevano il centrosinistra è arrivato primo con Rossella Buratti al 34,3%e il ballottaggio contro Paolo Previde Massara (sostenuto da Forza Italia) potrebbe essere influenzato dai voti raccolti da Furio Suvilla, candidato vannacciano oltre il 14%.
Il quadro finale dei ballottaggi del 7 e 8 giugno dipenderà da scelte locali, apparentamenti di fatto e mobilitazione elettorale: dove i margini sono ridotti, ogni voto rischia di pesare in modo determinante.
