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Crans-Montana, la cerimonia per le vittime: le emozionanti testimonianze dei ragazzi sopravvissuti

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Crans-Montana, cerimonia della memoria: commozione tra rose bianche, campane e le parole dei sopravvissuti, simbolo di resilienza e solidarietà.

Nella giornata di ieri, venerdì 9 gennaio, si è svolta la cerimonia in ricordo delle vittime di Crans-Montana, un appuntamento carico di significati che oggi condensano dolore, memoria e senso di responsabilità comune. La commemorazione della tragedia si è rivelata un passaggio raccolto ma di forte intensità emotiva: il silenzio, il suono delle campane e le parole dei sopravvissuti hanno costruito un momento di lutto condiviso, trasformando il ricordo di chi non c’è più in una promessa di memoria che non si spegne.

Crans-Montana, il lungo cammino della ripresa dopo la tragedia

Nei reparti ospedalieri, tra Milano e Zurigo, la battaglia non si è mai fermata. I sopravvissuti all’incendio di Crans-Montana affrontano un percorso fatto di cure complesse, attese e piccoli passi avanti che assumono il valore di conquiste quotidiane. Storie come quella di Eleonora Palmieri, che ha deciso di dare voce al proprio dolore senza nasconderne la forza, diventano emblematiche di questa resilienza. Nel suo messaggio sui social ha ricordato che “dietro ogni articolo e ogni titolo di giornale, c’è la vita vera“, fatta di “paura, ma soprattutto di coraggio e forza per andare avanti“.

Parole che si intrecciano con la quotidianità dell’ospedale, dove – come lei stessa racconta – “stiamo combattendo per guarire giorno dopo giorno“. Accanto ai pazienti, famiglie e amici restano in attesa, sostenuti dalla professionalità dei sanitari e da una speranza che, nonostante tutto, continua a resistere.

Crans-Montana, commozione alla cerimonia per le vittime: le strazianti parole di tre ragazzi sopravvissuti

A Martigny, nel cantone del Vallese, la Svizzera si è fermata per ricordare le quaranta vittime dell’incendio di Capodanno. Campane a lutto, un minuto di silenzio nazionale e una cerimonia che ha riunito cittadini e capi di Stato, tra cui Sergio Mattarella ed Emmanuel Macron.

Tra i momenti più intensi, la voce di tre giovani testimoni della tragedia, che hanno parlato a nome della loro generazione. “È con emozione – ha detto Marie Albrecht – che prendiamo la parola oggi per rendere omaggio alle vittime di Crans-Montana“.

Ricordando quella notte, ha aggiunto: “Era una scena apocalittica, non la dimenticheremo mai, ma potremo trasformarla in forza“. Solal Hemendinger ha espresso un sentimento condiviso: “Collettivamente ci sentiamo colpiti e siamo solidali con tutti. Il senso di impotenza è stato frustrante ed è perciò che vogliamo ringraziare la polizia, i pompieri e il personale curante“.

A chiudere, le parole di Aline Morisoli, che hanno trasformato il lutto in impegno: “Siamo una generazione che cresce in un mondo fragile. Malgrado le paure, la nostra generazione continua ad andare avanti… Non possiamo aggiungere giorni alla vita, ma possiamo aggiungere vita ai giorni“.

Un messaggio che si intreccia con quello delle istituzioni, dalla richiesta di verità ribadita dalle autorità vallesane fino al cordoglio espresso dal presidente della Confederazione Guy Parmelin, perché il ricordo non sia solo memoria, ma responsabilità condivisa.