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Crans-Montana, Manfredi Marcucci si sveglia dal coma: il 16enne chiede dei suoi amici

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Dalle fiamme alla speranza: Manfredi Marcucci esce dal coma e affronta il percorso di recupero dopo la strage di Capodanno a Crans-Montana.

La notte di Capodanno a Crans-Montana ha trasformato una festa in tragedia, lasciando un bilancio tragico di 40 vittime e 116 feriti. Tra dolore e perdita, emergono storie di resilienza, come quella di Manfredi Marcucci, 16enne romano che, dopo due settimane in coma, ha iniziato il delicato percorso verso la guarigione. La sua vicenda è un piccolo faro di speranza in mezzo all’oscurità di quella notte drammatica.

Crans-Montana, il percorso di recupero di Manfredi Marcucci dopo la tragedia

Nonostante il risveglio dal coma rappresenti un passo fondamentale, il cammino verso la completa guarigione è ancora lungo e complesso. Come riportato da Sky Tg24, ogni giorno Manfredi affronta cambi di medicazioni che durano circa due ore, e assume farmaci potenti per gestire il dolore. La comunicazione è resa complicata dall’uso della mascherina, necessaria per proteggere gola e polmoni gravemente danneggiati, una condizione comune agli altri ragazzi feriti nell’incendio.

Il trasferimento al Centro ustioni del Niguarda segna una fase cruciale della riabilitazione, ma il 16enne resterà ancora ricoverato sotto stretta sorveglianza medica. Nonostante le difficoltà fisiche e il dolore costante, il progresso registrato nelle ultime ore ha dato alla famiglia e agli amici la forza di guardare avanti con cauta fiducia.

Crans-Montana, Manfredi Marcucci esce dal coma: “Dove sono i miei amici?”

Come riportato da Fanpage, dopo due settimane in coma farmacologico, Manfredi Marcucci, 16enne romano rimasto coinvolto nella strage di Capodanno al disco-pub Le Constellation di Crans-Montana, ha aperto gli occhi alla vita. Il giovane è stato trasferito dalla terapia intensiva al Centro ustioni dell’ospedale Niguarda di Milano, dove prosegue le cure per le gravi ustioni riportate.

Le sue prime parole, rivolte ai genitori con un filo di voce, hanno rivelato il pensiero costante verso i compagni: “Dove sono i miei amici?“. Tra loro c’era Riccardo Minghetti, una delle sei vittime italiane della tragedia. Per motivi delicati, Manfredi non è ancora stato informato sull’esito dei ragazzi presenti quella notte, una notizia che gli verrà comunicata solo in futuro.

L’incontro con i genitori, seppur reso difficile dalle condizioni del ragazzo, ha portato un primo segnale di speranza. “Si inizia a intravedere una luce in fondo al tunnel“, ha raccontato il padre Umberto.

Manfredi, studente del liceo Chateaubriand di Roma, ha subito chiesto dei suoi compagni impegnati in una gita a Milano per visitare i luoghi di Alessandro Manzoni: “Posso andare con loro?“. La risposta è stata negativa, ma gli amici hanno comunque potuto incontrare la famiglia per portare messaggi di affetto e sostegno.