Il rogo che ha distrutto il locale Le Constellation a Crans-Montana durante il Capodanno ha sollevato interrogativi sulla sicurezza e sulle responsabilità dei gestori. L’inchiesta in corso punta a chiarire le cause dell’incendio e il rispetto delle norme antincendio, mentre i gestori restano liberi in attesa dei risultati delle indagini. Ecco perché non sono stati arrestati.
Crans-Montana, rogo al locale Le Constellation: responsabilità, custodia cautelare e sicurezza del locale
L’inchiesta sull’incendio che ha devastato il locale Le Constellation durante il Capodanno a Crans-Montana entra in una fase cruciale. Una nota ufficiale della Polizia cantonale vallese e della procuratrice generale Beatrice Pilloud fa il punto sullo stato delle indagini, chiarendo le scelte procedurali adottate finora.
Questo aggiornamento, seppur tecnico, permette di comprendere come la giustizia svizzera stia affrontando una tragedia che ha segnato profondamente l’intera regione. Come sottolineato dalla nota, “allo stato attuale delle indagini, l’incendio è collegato all’uso di ‘fontane’, cioè corpi non metallici contenenti una composizione pirotecnica che produce scintille e fiamme”.
Le prime testimonianze descrivono un rogo che si è sviluppato con estrema rapidità, generando un’intensa onda di calore e una grande quantità di fumo. Nel frattempo, le autorità hanno confermato l’identificazione di tutte le vittime, mentre le indagini si concentrano sull’analisi dei documenti comunali, sulla verifica della conformità dei lavori eseguiti dai gestori, sulla sicurezza delle vie di fuga, sull’efficienza dei sistemi antincendio e sul rispetto delle normative vigenti.
Crans-Montana, rogo al locale Le Constellation: perché i gestori non sono stati arrestati
Un nodo centrale dell’inchiesta riguarda l’assenza di mandati di arresto nei confronti di Jacques Moretti e Jessica Maric. Come chiarito nella nota ufficiale, “non sono state disposte misure coercitive nei confronti degli imputati perché i criteri richiesti per la custodia cautelare non sono, allo stato attuale, presenti”.
L’ambasciatore italiano Gian Lorenzo Cornado ha sottolineato l’importanza di chiarire le responsabilità: “Troppo grave il reato commesso. Se i fatti fossero avvenuti in Italia, i gestori del Constellation sarebbero stati arrestati. Tuttavia, sono procedure diverse”.
Ha inoltre evidenziato criticità relative alla sicurezza del locale, riferendo che “il materiale era infiammabile, non ignifugo” e che le uscite di sicurezza erano poco segnalate, rendendo difficile l’evacuazione in condizioni di emergenza. La linea delle autorità svizzere resta chiara: l’indagine prosegue con calma e rigore, seguendo i tempi dell’ordinamento, con l’obiettivo di fare piena luce sulle cause del rogo e su eventuali falle nei dispositivi di sicurezza.