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Strage di Crans-Montana, ricostruzione scientifica del rogo: "Solo 140 secondi per salvarsi"

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Crans-Montana, ricostruzione dell’incendio avvenuto a Le Constellation e i minuti cruciali per salvarsi: ecco i dettagli della simulazione dei Vigili del Fuoco di Ragusa.

La tragedia di Crans-Montana ha acceso l’attenzione sulla sicurezza nei locali pubblici: la ricostruzione scientifica dell’incendio al locale Le Constellation cerca di spiegare come in appena 140 secondi un rogo abbia travolto 200 persone, trasformando la festa di Capodanno in un inferno.

Crans-Montana, il ruolo del flashover e la dinamica del rogo

Nella tragica notte di Capodanno a Crans-Montana, il locale “Le Constellation” è stato travolto da un incendio che ha causato la morte di 40 persone e 116 feriti. Secondo una simulazione scientifica condotta dall’ingegnere e funzionario dei Vigili del Fuoco di Ragusa, Giovanni Bellomia, insieme all’architetta Martina Bellomia, il tempo a disposizione per mettersi in salvo sarebbe stato di soli 140 secondi.

Come riportato da Sky Tg24, un elemento chiave dell’incendio è stato il fenomeno del flashover, che si sarebbe verificato dopo circa 140 secondi, quando tutti i materiali presenti nel locale avrebbero preso fuoco contemporaneamente.

Bellomia ha sottolineato che, a quel punto, non c’era più nulla da fare, con temperature estreme al soffitto e un’irraggiamento termico al pavimento pari a 20 kilowatt per metro quadro, condizioni che hanno reso lo spazio completamente invivibile. Secondo l’esperto, questo fenomeno spiegherebbe anche perché alcune persone abbiano filmato le fiamme invece di mettersi immediatamente in salvo, visto che durante i primi minuti l’incendio non era percepito come immediatamente pericoloso.

“Solo 140 secondi per salvarsi”. Crans-Montana, la tragica ricostruzione con la simulazione choc

Questo intervallo rappresenta il periodo compreso tra l’innesco del fuoco — provocato da giochi pirotecnici collocati su alcune bottiglie, che hanno acceso un pannello fonoassorbente del soffitto — e l’avvolgimento totale del locale dalle fiamme. Come riportato da La Repubblica, la loro analisi ha valore esclusivamente scientifico e tecnico, e sarà pubblicata su una piattaforma specializzata in Fire Safety Engineering.

La simulazione evidenzia che la rapidità con cui il fuoco si è propagato avrebbe reso quasi impossibile l’evacuazione dei circa 200 presenti, anche considerando l’unica via di fuga larga poco più di un metro, rapidamente oscurata dal fumo denso. Inizialmente, la temperatura al soffitto avrebbe raggiunto i 600 gradi, per poi salire fino a 1.200 gradi con il progredire delle fiamme, minacciando anche la stabilità della struttura. La mancanza di finestre e di ossigeno avrebbe poi rallentato l’incendio, abbassando la temperatura sotto i 600 gradi, ma rendendo comunque l’ambiente invivibile.

Bellomia ha spiegato: “L’ambiente è rimasto vivibile per circa due minuti dopo l’inizio della combustione del soffitto. In quel lasso di tempo è difficile che le persone si rendano conto del pericolo e fuggano“. Nei codici di prevenzione si parla infatti di “tempo di pre-evacuazione”: solo quando alcuni iniziano a scappare, tutti gli altri li seguono, un fenomeno noto come comportamento da gregge.