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Tragedia a Crans-Montana, Achille Barosi morto per salvare un’amica: il racconto commovente dello zio

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Strage a Crans-Montana: Achille Barosi e il coraggio del giovane milanese nella notte del drammatico incendio nel locale Le Constellation.

La tragedia di Crans-Montana, avvenuta la notte di Capodanno, ha colpito profondamente l’Italia, strappando giovani vite e lasciando dietro di sé storie di coraggio, altruismo e dolore. Tra le vittime c’è Achille Barosi, il cui destino ha sconvolto famiglie e amici, raccontando un dramma che va oltre i numeri e tocca il cuore di chiunque conosca il valore dell’amicizia e della generosità.

Le vittime italiane della tragedia di Crans-Montana

Sono state ufficialmente confermate le identità delle vittime italiane dell’incendio a Crans-Montana, nel locale Le Constellation in Svizzera: Achille Barosi, di Milano, Giovanni Tamburi, originario di Bologna, ed Emanuele Galeppini, di Rapallo ma residente a Dubai. Tra loro si aggiunge Chiara Costanzo, amica di Achille, il cui decesso è stato reso noto nelle ultime ore. L’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, ha comunicato la tragica notizia alle famiglie, mentre altri due giovani italiani, Sofia Prosperi e Riccardo Minghetti, risultano anch’essi vittime della stessa tragedia.

Crans-Montana, la rivelazione dello zio di Achille Barosi: “Morto per salvare l’amica”

Il 16enne milanese è ricordato non solo per la sua tragica morte, ma anche per il gesto estremo di altruismo che lo ha caratterizzato. Come ricorda lo zio Michele Rescigno a Repubblica: “Non era uno sprovveduto, non sarebbe mai tornato indietro per riprendersi un cellulare. Era uscito senza un graffio, ma è tornato indietro per salvare un’amica. Lei si è salvata, lui no“.

Achille, appassionato di arte e aspirante architetto come il bisnonno, frequentava il liceo artistico alle Marcelline e amava trascorrere il tempo a Crans-Montana, dove la sua famiglia possedeva una casa. “Il destino ha deciso diversamente“, racconta lo zio, sottolineando come Achille incarnasse “una meraviglia vera” nel suo carattere, più che nei tratti fisici. Le testimonianze degli amici sopravvissuti confermano la scena straziante: un ragazzo che ha messo il bene degli altri davanti al proprio, lasciando un esempio di altruismo e coraggio indelebile.

Oggi sua madre, Laura Barosi, lo ricorda con un post su Instagram. Nella foto, Achille tiene tra le braccia il cagnolino di famiglia, mentre il messaggio recita semplicemente: “Piccolo GRANDE Achille” accompagnato da due cuori.

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