Il settore creditizio italiano mostra segnali di ripresa e stabilità. I dati di maggio 2026, diffusi dall’Abi, rivelano un aumento del 3% su base annua del volume dei prestiti bancari a famiglie e imprese, il valore più alto registrato dal. Questo trend conferma l’espansione iniziata a, offrendo un quadro positivo per l’economia nazionale.
L’incremento dei prestiti è trainato sia dalle famiglie che dalle imprese, con un +2,6% per le prime e un +3,1% per le seconde.
Questi numeri riflettono una maggiore fiducia nel sistema bancario e una ripresa delle attività economiche.
Tassi di interesse: stabilità e variazioni
Il tasso medio sui prestiti in essere rimane stabile al 4,04% un valore che non si vedeva dai massimi di maggio 2026. Questo dato indica una certa stabilità nel costo del credito per chi ha già contratto prestiti.
Tuttavia, ci sono variazioni significative nei tassi applicati ai nuovi prestiti.
Il tasso medio sui nuovi prestiti alle imprese è sceso al 3,51% rispetto al 3,56% del mese precedente e al 5,45% di. Questa riduzione riflette una maggiore competitività tra le banche e una maggiore disponibilità di liquidità per le imprese.
Mutui: un leggero rialzo
Diversamente, il tasso medio sui nuovi mutui è salito al 3,49% a maggio, rispetto al 3,47% del mese precedente e al 4,42% di. Questo aumento, seppur modesto, potrebbe influenzare le decisioni di acquisto delle famiglie, soprattutto in un contesto di mercato immobiliare già complesso.
La stabilità dei tassi sui prestiti in essere e la riduzione per le imprese sono segnali positivi, mentre il leggero rialzo sui mutui richiede un’attenzione particolare da parte delle famiglie.
