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All’inizio del 2026, il mondo è stato sorpreso da un’azione militare senza precedenti condotta dagli Stati Uniti nei confronti del regime venezuelano di Nicolás Maduro. Questo evento ha generato ampie discussioni tra alleati e avversari, sollevando interrogativi sulla legalità e le motivazioni dietro l’operazione, denominata Absolute Resolve.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ordinato l’intervento dopo mesi di preparazione, durante i quali le agenzie di intelligence, come la CIA e la NSA, hanno monitorato da vicino le abitudini di Maduro.
La decisione finale è stata presa il 4 gennaio, con l’obiettivo di arrestare il leader venezuelano e ripristinare la stabilità nella regione.
Pianificazione e attuazione dell’operazione
La preparazione per l’operazione è stata meticolosa. Le forze speciali statunitensi hanno ricreato l’abitazione di Maduro in Kentucky per addestrarsi all’infiltrazione. Secondo i rapporti, le forze americane erano pronte da settimane, attendendo solo la giusta opportunità, che si è presentata alla fine di dicembre.
Dettagli dell’operazione
Il piano è stato eseguito con precisione. Il 4 gennaio, alle 22:46 ora della costa orientale degli Stati Uniti, Trump ha dato il via all’operazione. Più di 150 aerei militari, tra cui jet da combattimento e droni, hanno lanciato attacchi aerei su Caracas, mentre le truppe di terra si preparavano a intervenire. L’oscuramento delle luci nella capitale venezuelana è stato un passo strategico per garantire la sorpresa dell’operazione.
Le forze statunitensi hanno affrontato resistenza durante l’atterraggio, ma sono riuscite a neutralizzare rapidamente le minacce. Secondo i rapporti, Maduro e sua moglie, Cilia Flores, sono stati arrestati senza che ci fossero vittime tra le forze americane. Questo successo ha portato Trump a dichiarare l’operazione come una delle più significative dalla Seconda Guerra Mondiale.
Le conseguenze dell’intervento
Una volta catturato, Maduro è stato trasferito su una nave da guerra americana e successivamente portato a New York, dove dovrà affrontare accuse di cospirazione al traffico di droga e altre violazioni. Questo evento ha suscitato reazioni contrastanti a livello internazionale, con alcuni paesi che hanno condannato l’intervento come una violazione della sovranità venezuelana.
Reazioni globali
Immediati sono stati i commenti dei leader mondiali. Mentre Trump ha elogiato l’operazione, i rappresentanti di paesi come China e Iran hanno criticato apertamente la scelta degli Stati Uniti di agire unilateralmente. Ciò ha sollevato preoccupazioni su come tali azioni possano influenzare le relazioni internazionali future e l’equilibrio di potere nella regione.
Inoltre, la situazione in Venezuela rimane instabile, con l’opposizione che teme che la caduta di Maduro possa portare a un vuoto di potere o al ritorno di vecchi regimi. La nuova leadership, rappresentata da Delcy Rodríguez, ha espresso una disponibilità a collaborare con gli Stati Uniti, ma non senza riserve. Le prossime settimane saranno cruciali per comprendere come si evolverà la situazione e quali saranno le reali intenzioni degli Stati Uniti riguardo al futuro del Venezuela.