> > Cuore danneggiato trapiantato a Napoli: indagini, condizioni e ricerca di un ...

Cuore danneggiato trapiantato a Napoli: indagini, condizioni e ricerca di un nuovo organo

cuore danneggiato trapiantato a napoli indagini condizioni e ricerca di un nuovo organo 1771364904

Il bambino ricoverato al Monaldi dopo un trapianto con un cuore presumibilmente danneggiato resta in condizioni critiche; la procura ha aperto un fascicolo e il ministero invia ispettori per chiarire responsabilità e procedure

La vicenda del bimbo di Napoli trasferito per un trapianto e rimasto vittima di un danno all’organo durante il trasferimento solleva questioni cliniche e giuridiche. Il paziente è ricoverato all’ospedale Monaldi ed è mantenuto in vita con ECMO, ossia supporto extracorporeo alla circolazione e all’ossigenazione.

La procura di Napoli ha aperto un’indagine che ipotizza il reato di lesioni colpose a carico di più sanitari coinvolti nella procedura di trasferimento.

La famiglia, rappresentata dalla madre Patrizia Mercolino, chiede chiarimenti e soluzioni per tentare un nuovo intervento chirurgico.

Sono in corso accertamenti tecnici e consulenze medico-legali per ricostruire la dinamica del danno all’organo e valutare eventuali responsabilità. Ulteriori sviluppi potranno emergere dagli esiti delle perizie disposte dalla procura.

Le circostanze del trapianto e il trasferimento dell’organo

Gli accertamenti proseguono dopo gli esiti preliminari della procura, che hanno collegato il danno all’organo alle condizioni di trasporto. Il nucleo centrale delle indagini riguarda il metodo di conservazione adottato durante il trasferimento da Bolzano a Napoli.

Secondo le verifiche, il cuore impiantato era stato prelevato in una struttura di Bolzano e successivamente inviato all’ospedale Monaldi. Al posto del ghiaccio tradizionale sarebbe stato impiegato il ghiaccio secco, con temperature inferiori a quelle previste per la conservazione dei tessuti cardiaci.

La scelta del materiale di raffreddamento avrebbe esposto il tessuto a escursioni termiche estreme. Tali condizioni possono compromettere le fibre miocardiche e la vascolarizzazione del donatore, riducendo la vitalità dell’organo.

Inoltre, il cuore sarebbe stato trasportato in un contenitore di plastica rigida e non in uno dei box tecnologici dotati di sensori per il controllo della temperatura. Quegli strumenti, in dotazione al Monaldi, consentono il monitoraggio continuo e l’allerta immediata in caso di anomalie.

La catena del freddo e la gestione logistica del trasporto sono al centro delle perizie disposte dalla procura. Nel mercato immobiliare la location è tutto; nella medicina dei trapianti, la catena del freddo e la logistica determinano la qualità dell’organo ricevuto.

Il ruolo dei contenitori e delle procedure

Nel mercato immobiliare la location è tutto; nella medicina dei trapianti, la catena del freddo e la logistica determinano la qualità dell’organo ricevuto. L’inchiesta si concentra sul rispetto dei protocolli di conservazione e trasporto adottati durante il trasferimento.

I moderni box termoregolati sono progettati per segnalare variazioni di temperatura e conservare condizioni stabili. L’impiego di un contenitore non monitorato e dell’anidride carbonica solida può giustificare un rapido deterioramento dell’organo, secondo gli accertamenti preliminari.

Il Nas ha sequestrato il box utilizzato per il trasferimento e ha acquisito la documentazione clinica e logistica. Le carte serviranno a ricostruire la catena di responsabilità e a stabilire eventuali omissioni procedurali.

Quadro clinico del piccolo e valutazioni dei centri specialistici

Le carte serviranno a ricostruire la catena di responsabilità e a stabilire eventuali omissioni procedurali. Nel frattempo gli accertamenti clinici proseguono presso i centri coinvolti.

Dopo il trapianto il bambino è stato mantenuto in coma farmacologico e supportato con un macchinario per la circolazione extracorporea. Gli specialisti, incluso il personale del Bambin Gesù, hanno riscontrato un quadro clinico complesso.

I referti indicano una emorragia cerebrale, segni di insufficienza multiorgano e un’infezione sistemica non controllata. Questi elementi aggravano la prognosi e limitano le opzioni terapeutiche.

La presenza di un’infezione sistemica e la necessità di terapia immunosoppressiva per un nuovo trapianto aumentano il rischio di complicanze. Per questo motivo i medici ritengono attualmente non praticabile un immediato reintervento.

Sono in corso ulteriori esami microbiologici e radiologici per definire l’aggressività dell’infezione e la risposta alle terapie antimicrobiche. Le decisioni cliniche saranno prese in sede collegiale, in base ai risultati diagnostici.

Restano aperti profili di responsabilità e valutazioni procedurali che le carte dovranno chiarire. Il prossimo sviluppo atteso è la definizione del quadro infettivologico e la consegna dei referti che guideranno le scelte terapeutiche.

Possibilità terapeutiche e decisioni condivise

Prosegue l’iter decisionale dopo la definizione del quadro infettivologico e in attesa dei referti che guideranno le scelte terapeutiche. L’ospedale Monaldi ha convocato un pool multidisciplinare con esperti provenienti da diversi centri nazionali. L’obiettivo è stabilire se ricorrere a un nuovo trapianto o optare per terapie alternative finalizzate a stabilizzare le funzioni d’organo.

Tra le ipotesi valutate è stata considerata la possibilità di un cuore artificiale pediatrico, ma al momento non risultano conferme operative né disponibilità di presa in carico da parte di strutture esterne. Le decisioni saranno basate sui risultati degli accertamenti in corso e sulla valutazione comparativa dei rischi e benefici per il paziente.

Aspetto giudiziario e ruolo delle istituzioni

La Procura di Napoli ha iscritto sei persone nel registro degli indagati e coordina gli accertamenti sul caso. Le verifiche sono condotte dal pubblico ministero con il supporto dei carabinieri del Nas.

Gli accertamenti mirano a ricostruire ogni fase della donazione, dell’espianto, del confezionamento e del trasporto. In particolare si valutano il rispetto delle procedure cliniche e dei protocolli di conservazione, per stabilire eventuali responsabilità amministrative o penali.

Il ministero della Salute ha inviato ispettori per esaminare la struttura di Bolzano e l’ospedale Monaldi. Le visite ispettive servono a chiarire ruoli e responsabilità e a individuare misure di controllo da implementare.

Le decisioni saranno basate sui risultati degli accertamenti in corso e sulla valutazione comparativa dei rischi e benefici per il paziente. In base agli esiti, il numero degli indagati potrebbe essere aggiornato e potranno essere avviati interventi correttivi a livello istituzionale.

La reazione delle autorità e il sostegno alla famiglia

Le autorità sanitarie hanno definito la situazione inaccettabile e annunciato ulteriori controlli. Il ministro della Salute ha disposto verifiche supplementari e ha sollecitato collaborazione tra gli enti competenti.

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha contattato la madre del minore, esprimendo solidarietà e assicurando che si sta facendo ogni sforzo per individuare un cuore compatibile. La famiglia chiede trasparenza sugli accertamenti e ribadisce la richiesta di un terzo parere specialistico come possibile opzione clinica.

Prossimi passi e implicazioni future

La famiglia ha ribadito la richiesta di un terzo parere specialistico e chiesto massima trasparenza negli accertamenti. Le autorità sanitarie hanno programmato nuovi accertamenti clinici e audizioni dei responsabili medici. È già stato ascoltato il cardiologo che seguiva il follow-up del bambino, dimessosi dall’incarico successivamente all’ispezione. Le verifiche riguarderanno in particolare la catena di trasporto, la gestione del materiale refrigerante e l’idoneità dei contenitori. Questi elementi saranno decisive per eventuali revisioni delle procedure a livello nazionale e per aggiornamenti delle linee guida. Il caso solleva inoltre questioni sulla formazione del personale, sulla disponibilità di strumenti tecnologici e sulla governance delle donazioni di organi. Le autorità hanno dichiarato che i risultati degli accertamenti determineranno gli eventuali provvedimenti disciplinari e le modifiche operative attese.

Per la famiglia e per l’intera comunità sanitaria resta urgente individuare un nuovo cuore compatibile e garantire che ogni fase della donazione e del trapianto rispetti i più elevati standard di sicurezza. Le équipe cliniche mantengono protocolli aggiornati per la valutazione del donatore e per la gestione perioperatoria, al fine di minimizzare i rischi e ottimizzare le probabilità di successo.

Il paziente rimane in condizioni critiche ma stazionarie, assistito con terapie intensive e monitoraggio continuo. Parallelamente, le indagini amministrative e giudiziarie proseguono per chiarire la dinamica dei fatti e per stabilire eventuali responsabilità.

Si attende l’esito degli accertamenti e la segnalazione di possibili donatori compatibili, passaggi che determineranno i prossimi sviluppi clinici e procedurali.