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Dal 19 al 22 agosto: il festival che unisce pellicole e sapori

Dal 19 al 22 agosto: il festival che unisce pellicole e sapori

Un festival che unisce cinema e gastronomia, con proiezioni, incontri e laboratori gratuiti in Piazza Mascheroni.

Dal 19 al 22 agosto, Bergamo si trasforma nella capitale del cinema gastronomico con il Food Film Fest. Questo evento unico nel suo genere celebra il legame tra il grande schermo e la cultura del cibo, offrendo un programma ricco di proiezioni, incontri e laboratori a ingresso libero.

Il festival, giunto alla sua 13ª edizione è un viaggio cinematografico che attraversa continenti e culture diverse, trasformando il cibo in una chiave per leggere il nostro tempo e raccontare ciò che ci unisce.

Dal 2014, anno della sua nascita, il Food Film Fest ha raccolto oltre 6.500 opere provenienti da 103 nazioni, costruendo una grande mappa di immagini, sapori e testimonianze.

Ospiti illustri e proiezioni imperdibili

Tra gli appuntamenti più attesi ci sono le presentazioni di Enzo Iacchetti e Icio De Romedis che porteranno sul palco il cortometraggio Oggi offro io un incontro tra cinema, sorrisi e riflessioni.

Steve Della Casa accompagnerà il pubblico in un viaggio attraverso le scene più celebri del cinema legate al cibo, mentre Gianni Fantoni renderà omaggio all’universo di Paolo Villaggio e all’indimenticabile figura di Fantozzi.

Omaggio a Luigi Veronelli e alle tradizioni enogastronomiche

Spazio anche ai racconti che hanno trasformato la cultura enogastronomica italiana, con un omaggio a Luigi Veronelli narrato da Gigi Brozzoni.

Gli appuntamenti dedicati alle tradizioni del cibo completano un programma che unisce spettacolo e riflessione.

Metamorfosi: il tema della 13ª edizione

Il tema della 13ª edizione del Food Film Fest è Metamorfosi un concetto che accompagna il cambiamento come parte essenziale dell’esistenza. Nel cibo, la metamorfosi accade ogni giorno: un ingrediente muta forma, consistenza e sapore attraverso conoscenza, tecnica e creatività. Ogni piatto conserva il segno di incontri, culture, territori e generazioni, diventando uno specchio dell’evoluzione della società e un ponte tra memoria e futuro.

La metamorfosi nel cinema e nella società

Nel cinema, le immagini trasformano il reale in racconto, il vissuto in esperienza condivisa. Il festival porta sul grande schermo comunità che evolvono, equilibri che cambiano e nuove possibilità che nascono, offrendo al pubblico prospettive diverse per leggere la complessità del presente. In un’epoca segnata da grandi mutamenti ambientali, sociali e produttivi, la metamorfosi è anche una responsabilità collettiva: la capacità di comprendere il cambiamento, accompagnarlo e immaginare nuove forme di futuro.

Un evento che unisce tradizione e innovazione

Il Food Film Fest è un evento che unisce tradizione e innovazione, offrendo un’esperienza unica per tutti gli appassionati di cinema e gastronomia. Piazza Mascheroni, il cuore più antico di Bergamo, diventa una sala cinematografica sotto le stelle, dove registi, artisti, produttori e pubblico condividono esperienze che esplorano culture lontane e territori vicini.

Claudia Sartirani, Ceo di Peo Srls e direttore operativo dell’Associazione Culturale Art Maiora, ha richiamato le parole di Carlin Petrini capaci di racchiudere il senso profondo di questa edizione: Trasformare il cibo, trasformare il mondo. Dalla memoria al futuro, attraverso il cibo. Ogni piatto è una storia che cambia.

Un contesto riconoscibile e inclusivo

Giovanni Zambonelli Presidente della Camera di Commercio di Bergamo, ha sottolineato come il festival abbia creato un contesto riconoscibile, capace di unire tradizione, prodotti di qualità e attrattività. Anche chi attraversa Piazza Mascheroni per caso viene coinvolto dalla manifestazione e trova un’occasione da vivere.

Sergio Gandi Assessore alla Cultura del Comune di Bergamo, ha evidenziato come il festival usi il grande schermo come strumento di inclusione, consapevolezza ed educazione, avvicinando pubblici diversi ai temi del cibo, dello spreco e delle scelte quotidiane.

La metamorfosi nel cibo e nell’agricoltura

Erminia Comencini Direttore di Coldiretti Bergamo, ha dichiarato che in agricoltura la metamorfosi è l’essenza stessa del lavoro: parte dalla terra, attraversa mani sapienti e unisce tradizione e innovazione. Oggi comprende anche il clima, la salute e il diritto a un cibo di qualità. Serve una metamorfosi dello sguardo, capace di vedere nell’agricoltura molto più della produzione: un legame tra chi coltiva, il territorio e le nostre tavole.

Un impegno collettivo per il futuro

In un’epoca segnata da grandi mutamenti ambientali, sociali e produttivi, la metamorfosi è anche una responsabilità collettiva: la capacità di comprendere il cambiamento, accompagnarlo e immaginare nuove forme di futuro. Dopo Visioni (2026), che ha invitato a osservare il presente, e Memoriae (2026), focalizzato sulle radici, sui ricordi e sulle eredità che ci definiscono, Metamorfosi rappresenta il momento del passaggio, il punto in cui ciò che è stato prende nuove forme e apre la strada a ciò che sarà.

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