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Decreto fiscale, slitta la tassa sui pacchi extra Ue: il quadro completo delle misure approvate dal Governo

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Rinvio della tassa sui pacchi extra Ue e nuove misure fiscali per sostenere investimenti, imprese e contribuenti. Ecco tutte le novità.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo decreto fiscale nell’ambito delle misure economiche e tributarie, con una serie di interventi urgenti pensati per supportare imprese e contribuenti, semplificare alcuni obblighi fiscali e aggiornare il quadro normativo vigente. Il provvedimento tocca diversi ambiti, includendo incentivi agli investimenti, modifiche a talune imposte e la revisione o proroga di specifiche scadenze.

Decreto fiscale: rinvio della tassa sui pacchi extra Ue

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto-legge che introduce una serie di interventi urgenti in ambito fiscale ed economico, con l’obiettivo di sostenere il sistema produttivo e rendere più graduale l’imposizione su alcune operazioni. Tra le misure principali figura il rinvio al 1° luglio 2026 dell’applicazione della tassa da due euro sui pacchi di basso valore provenienti da Paesi extra UE, una decisione motivata anche dalla necessità di completare l’adeguamento dei sistemi informatici dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli. In parallelo, viene previsto un sostegno alle imprese che hanno già presentato comunicazioni per investimenti: si tratta di un credito d’imposta pari al 35% dell’importo richiesto. Su questo fronte, il governo avvierà un confronto con le categorie produttive per valutare, in fase di conversione del decreto, l’eventuale stanziamento di ulteriori risorse in base alle priorità segnalate.

Il provvedimento interviene anche su diversi aspetti tecnici e tributari: viene posticipata l’entrata in vigore di alcune disposizioni sulla ritenuta delle provvigioni (dal 1° marzo al 1° maggio 2026) e modificata la decorrenza del nuovo regime IVA per le operazioni permutative, applicabile ai contratti stipulati o rinnovati dal 1° gennaio 2026, senza effetti retroattivi né rimborsi. Inoltre, è stata eliminata la limitazione che legava la maggiorazione dell’ammortamento ai beni prodotti esclusivamente nell’Unione europea o nello Spazio economico europeo.

Sul piano del lavoro e dei redditi, vengono aggiornate le norme per i lavoratori che trasferiscono la residenza in Italia, con applicazione dal periodo d’imposta 2027, mentre per le operazioni di cessione d’azienda con principi contabili internazionali viene disciplinato il trattamento dell’avviamento negativo, distribuendone l’impatto fiscale in più esercizi a partire dal 2024.

Decreto fiscale: ulteriori interventi su imprese, cittadini e sistema fiscale

Il decreto introduce anche una serie di misure di carattere strutturale e di aggiornamento normativo. Viene ripristinato, a partire dal 1° gennaio 2026, il regime agevolato sui dividendi societari (con esclusione del 95% della tassazione) e la participation exemption per le plusvalenze derivanti da partecipazioni. Contestualmente, aumenta l’imposta di bollo annuale per conti correnti e rendiconti intestati a soggetti diversi dalle persone fisiche, che passa da 100 a 118 euro. In ambito finanziario, gli interessi sui titoli obbligazionari corrisposti ai sistemi di garanzia dei depositanti saranno esenti da imposta sostitutiva fino al 31 dicembre 2028.

Tra le altre disposizioni figurano misure a sostegno di specifiche categorie e del funzionamento della pubblica amministrazione. Per gli atleti dilettanti viene introdotta una soglia di esenzione dalla ritenuta alla fonte fino a 300 euro sui premi percepiti entro la fine del 2026. Vengono inoltre stabiliti nuovi termini per la richiesta di consegna anticipata dei carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione in determinate situazioni. Sul piano istituzionale, il Comitato nazionale per l’educazione economica e finanziaria viene rafforzato con l’inserimento di un rappresentante della Guardia di Finanza e la possibilità di ricorrere a esperti esterni. Sono previsti anche stanziamenti per garantire la continuità della Carta europea della disabilità nel 2026 e risorse dedicate all’Avvocatura dello Stato per coprire le spese processuali e i contributi unificati delle parti assistite.