Il governo britannico ha espresso forte preoccupazione per l’espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania con il Foreign Secretary Edward Miliband che ha definito la situazione “inaccettabile e distruttiva”. La tensione è aumentata dopo che il governo israeliano ha pubblicato un bando per la costruzione di oltre 1.200 unità abitative nel progetto E1 un’area strategica che collega Gerusalemme Est con l’insediamento di Ma’ale Adumim.
La condanna del Regno Unito e le possibili sanzioni
Il 1 settembre 2026 Miliband ha rilasciato una dichiarazione ufficiale in cui condanna fermamente il progetto E1, affermando che “questa azione dell’attuale governo israeliano è un atto inaccettabile e distruttivo”. Il Regno Unito ha lungo considerato E1 una linea rossa, e l’ignoranza di questa linea da parte di Israele ha spinto il governo britannico a considerare misure concrete.
Il Primo Ministro Andy Burnham ha dichiarato in precedenza che stava valutando l’introduzione di un divieto commerciale sui beni provenienti dagli insediamenti illegali. Questa mossa è supportata da un ampio consenso pubblico, con un sondaggio YouGov che rivela che uno su due britannici sostiene un tale divieto, mentre solo il 16 percento si oppone.
Le reazioni internazionali e le critiche
Organizzazioni per i diritti umani come Human Rights Watch hanno accolto con favore le potenziali misure del Regno Unito. Sarah Sanbar, ricercatrice di Human Rights Watch, ha dichiarato che “accogliamo con favore qualsiasi passo del Regno Unito verso il divieto del commercio con gli insediamenti illegali”. Tuttavia, gruppi filo-israeliani come Labour Friends of Israel hanno criticato la proposta, sostenendo che potrebbe avere ripercussioni economiche negative sia per i britannici che per gli israeliani.
L’impatto degli insediamenti sulla soluzione a due stati
Gli insediamenti in Cisgiordania sono considerati illegali secondo il diritto internazionale. Il progetto E1, in particolare, è visto come una minaccia alla viabilità di uno stato palestinese poiché creerebbe un corridoio di insediamenti che collega Gerusalemme Est con Ma’ale Adumim, frammentando ulteriormente il territorio palestinese.
Il Foreign, Commonwealth and Development Office ha dichiarato che il Regno Unito non commenterà le speculazioni, ma ha ribadito che gli insediamenti illegali minacciano la viabilità di uno stato palestinese e compromettono la sicurezza sia degli israeliani che dei palestinesi.
Il sostegno pubblico e le pressioni politiche
Oltre al sostegno pubblico, più di 140 deputati laburisti tra cui Richard Burgon e Sarah Champion hanno chiesto un divieto commerciale. Burgon ha affermato che “le sanzioni contro gli insediamenti illegali israeliani sarebbero un primo passo molto benaccetto per porre fine all’occupazione illegale”.
La Palestine Solidarity Campaign ha notato un cambiamento nell’opinione pubblica britannica, con molti elettori che abbandonano il Partito Laburista a causa della sua mancanza di azione contro le violazioni dei diritti umani in Gaza.
Mentre il Regno Unito si prepara a introdurre misure contro gli insediamenti, la comunità internazionale osserva da vicino. Le potenziali sanzioni potrebbero avere un impatto significativo sulla politica israeliana e sulle prospettive di pace nella regione.
