La segretaria del Partito DemocraticoElly Schlein, ha sollevato critiche pesanti nei confronti del governo e della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante il suo intervento a Repubblica delle Idee a Bologna. Schlein ha messo in discussione le priorità del governo, evidenziando un apparente disinteresse per questioni cruciali come il neofascismo e la politica economica.
Critiche all’attenzione del governo su temi minori
Schlein ha espresso perplessità sul fatto che il governo trovi il tempo per commentare le scelte della fiera Più Libri Più Liberi a Roma, in particolare riguardo alle dichiarazioni di antifascismo richieste agli espositori. Secondo la segretaria del Pd, queste attenzioni su temi minori contrastano con l’assenza di interventi su episodi più gravi, come le dichiarazioni di un leader neofascista pronto ad assaltare il Parlamento.
“Mi chiedo se sia normale che la presidente del Consiglio ieri, davanti a una manifestazione in cui il leader dei neofascisti ha detto di essere pronto ad assaltare il Parlamento, non abbia detto una parola e questa mattina si sia svegliata attaccando l’antifascismo”, ha dichiarato Schlein. Ha aggiunto che “il governo trova il tempo per commentare le scelte delle fiere del libro o per discutere di dichiarazioni di antifascismo richieste agli espositori, ma non interviene su episodi molto più gravi”.
Il giuramento sulla Costituzione e l’antifascismo
Schlein ha ricordato che anche Giorgia Meloni ha giurato sulla Costituzioneche è antifascista. “Nel garantire la libertà di manifestazione del pensiero non considera il fascismo un’opinione, ma lo mette al bando”, ha affermato. Ha sottolineato che “viviamo in un Paese che ha una Costituzione scritta da chi ha fatto la Resistenza per liberarci dal regime fascista e dall’occupazione nazista”.
Critiche alla politica economica e alle divisioni nella destra
Schlein ha anche parlato delle divisioni all’interno della destra, affermando che “in questi tre anni abbiamo riunito il campo progressista”. Ha criticato le dichiarazioni di Roberto Vannacci, definendole “slogan già visti e sentiti”, simili a quelli di Meloni e Salvini. Ha evidenziato che “dopo quattro anni di governo Meloni abbiamo avuto un calo di produzione industriale per 35 mesi di fila”.
“Non mi stupirò se farà anche lui il video davanti al benzinaio promettendo di abolire le accise per poi fare esattamente il contrario”, ha aggiunto Schlein, riferendosi alle promesse elettorali non mantenute.
L’antirazzismo come terrore letterario
In un altro contesto, è stata sollevata la questione delle dichiarazioni di antifascismo richieste agli espositori della fiera Più Libri Più Liberi. Questo ha portato a un dibattito più ampio sull’uso dell’antirazzismo e dell’antifascismo come strumenti di controllo ideologico. Richard Millet, uno dei grandi scrittori francesi contemporanei, ha affrontato questo tema nei suoi libri L’antirazzismo come terrore letterario e Lingua fantasma.
Millet ha criticato l’uso di parole come antirazzismoantifascismoinclusione e diversità come strumenti di esclusione. Ha sostenuto che la letteratura non deve diventare un reparto dell’umanitarismo ufficiale, ma un luogo di dibattito e confronto anche duro. La sua espulsione dal mondo letterario francese per aver espresso queste opinioni ha sollevato questioni sulla libertà di espressione e sul controllo ideologico.
“Oggi una fiera del libro pretende di sapere se un editore ha l’anima in regola, secondo non si sa quale criterio stabilito da quale autorità morale, per poter esporre i propri libri e far conoscere le proprie idee”, ha commentato Nicola Porro su Il Giornale. Questo dibattito riflette una tensione più ampia nella società italiana e internazionale riguardo alla libertà di espressione e al ruolo della cultura nella formazione dell’opinione pubblica.
