Per più di quattro decenni, Antonio Smiglio aveva rimosso il ricordo del suo primo motorino: un Garelli Vip 50 che gli era stato sottratto nell’inverno del 1984. Aquella moto leggera, acquistata quando aveva 16 anni, rappresentava per lui il simbolo di una giovinezza vissuta tra la Riviera e gli allenamenti di calcio a Quiliano.
La notizia del ritrovamento è arrivata da una telefonata: i militari della Carabinieri di Volpiano lo avevano contattato per comunicare che, durante un controllo, il motorino era stato identificato e risultava essere quello di cui Smiglio era ancora proprietario.
Il furto a Vado Ligure e il legame con la giovinezza
Nel 1984, a Vado Ligure, il Garelli Vip 50 di Antonio sparì dall’atrio di casa poche settimane prima del Natale.
All’epoca Antonio, che è nato il 13 agosto 1967 a Torre del Grecosi era impegnato per comprarlo mettendo insieme i risparmi guadagnati lavorando nei bar di Vado e con l’aiuto della madre. La perdita fu dolorosa: «Piangevo per giorni», ricorda Smiglio, che vent’anni dopo aveva messo su famiglia e si era trasferito a Saluzzo con la moglie Cristina.
Quel motorino rappresentava, oltre alla mobilità, un frammento di libertà adolescenziale che implicava uscite sul lungomare e i primi approcci sentimentali con le coetanee.
Il contesto sociale e culturale del 1984
Quegli anni vedevano molti giovani muoversi in Riviera su modelli come Vespa, Ciao e Fifty; il Garelli era un emblema di quel tempo. L’episodio del furto, denunciato all’epoca a Quiliano, segnò la fine di un capitolo: il proprietario smise di pensare al mezzo, convinto che fosse andato perduto o distrutto. Nel corso degli anni il motorino non è mai completamente uscito dalla memoria di Antonio, ma non era più al centro delle sue cure quotidiane.
Il ritrovamento a Volpiano e la procedura dei carabinieri
La svolta è arrivata quando una pattuglia ha notato circolare per strada un motorino privo di targa — un dettaglio significativo perché dal 2006 anche i cinquantini sono soggetti all’obbligo di immatricolazione. Il mezzo era condotto da un uomo con precedenti per reati contro il patrimonio; la condotta sospetta ha spinto i militari a verificare il numero di telaio. Il riscontro ha restituito un esito inatteso: il telaio coincideva con quello denunciato come rubato a Quiliano nel 1984.
I carabinieri di Volpiano hanno quindi compiuto le indagini necessarie per risalire all’intestatario registrato: dal controllo è emerso il nominativo di Smiglio Antoniocon dati anagrafici che includevano la nascita a Torre del Greco il 13 agosto 1967 e il numero di telefono con prefisso 011. Dopo aver rintracciato la moglie, i militari hanno informato la famiglia e così è cominciata la ricostruzione dell’intera vicenda. L’uomo trovato alla guida del motorino è stato denunciato per ricettazionementre il veicolo è stato sequestrato in attesa delle verifiche del caso.
Da Volpiano a Saluzzo: il ritrovamento e le emozioni
Quando la chiamata è arrivata, Antonio stava lavorando come capoturno in un’azienda che produce carta metallizzata a Casalgrasso. Inizialmente ha pensato si trattasse di uno spam, poi la verità: il suo vecchio Garelli era stato individuato e si trovava a Volpiano in condizioni tutto sommato discrete. La reazione è stata istantanea e intensa: lacrime, ricordi che hanno preso forma e volti riaffiorati dalla memoria. «Mi è passata la vita davanti», ha raccontato, sottolineando come il mezzo fosse rimasto impresso nella sua storia personale nonostante gli anni e i cambiamenti.
Smiglio ha spiegato che il motorino, seppure sbiadito nella vernice, «corre ancora come una volta». L’intenzione è di farlo passare dal meccanico per una revisione: se le condizioni lo permetteranno, il mezzo tornerà in Riviera dove potrà servire alla famiglia durante le soste nella casa di Ceriale. I figli, Matteo e Martina, potrebbero approfittarne per muoversi più agevolmente nel traffico estivo.
Il caso evidenzia come una banale osservazione durante un controllo possa riannodare fili interrotti da decenni: il recupero del Garelli Vip 50 non è stato solo il ritorno di un oggetto materiale, ma il recupero di un pezzo di storia personale per Antonio e della sua famiglia. L’uomo ha voluto ringraziare i carabinieri per avergli fatto «rivivere un pezzo della mia gioventù», una frase che racconta di quanto possa valere, per molti, il ritrovamento di un bene carico di memorie.
