Il Piemonte sta affrontando una delle peggiori crisi idriche degli ultimi anni. Le temperature elevate e la prolungata assenza di piogge stanno mettendo a dura prova le risorse idriche della regione, con gravi ripercussioni sia per l’agricoltura che per l’approvvigionamento potabile.
Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha annunciato l’avvio di contatti con la Valle d’Aosta e il Canton Ticino per aumentare la quantità di acqua destinata all’irrigazione dei campi.
“Non possiamo aspettare nemmeno un minuto”, ha dichiarato Cirio, sottolineando l’urgenza della situazione.
La situazione critica dell’agricoltura piemontese
Il comparto agricolo è tra i più colpiti dalla crisi idrica. Le temperature elevate e la scarsità di piogge stanno mettendo a rischio i raccolti, con conseguenze economiche significative per gli agricoltori. La Regione ha attivato un gruppo di lavoro interdirezionale per monitorare il rischio di perdita dei raccolti e fornire indicazioni proiettive al mondo agricolo.
L’assessore all’Agricoltura, Paolo Bongioanni, ha annunciato che a fine luglio sarà incardinato in Commissione Agricoltura del Consiglio regionale il disegno di legge di riforma dei consorzi irrigui. Questa riforma mira a rivoluzionare la governance della gestione dell’acqua per la produzione agricola e agroalimentare, un passo fondamentale per affrontare le future emergenze idriche.
Le misure per l’approvvigionamento idropotabile
La situazione è critica anche per l’approvvigionamento idropotabile. Circa 100 Comuni hanno già emanato ordinanze per limitare l’utilizzo dell’acqua potabile, mentre in alcune località montane l’approvvigionamento viene garantito con l’impiego delle autobotti. L’assessore all’Ambiente, Matteo Marnati, ha invitato i cittadini a un utilizzo consapevole dell’acqua e ha annunciato che i consumi dei prossimi dieci giorni saranno valutati con attenzione.
Marnati ha precisato che al momento sono circa 100 i Comuni che hanno emesso ordinanze di restrizione dei consumi di acqua non strettamente necessari e una cinquantina per 25.000 abitanti quelli dove si ricorre all’uso delle autobotti per aumentare la quantità di acqua presente nelle vasche degli acquedotti.
Il monitoraggio e le previsioni
La Regione sta monitorando giorno dopo giorno la situazione e ha avvertito che è pronta ad avviare la richiesta dello stato di emergenza se le condizioni meteorologiche non dovessero migliorare. Le previsioni non indicano, almeno nell’immediato, un miglioramento sostanziale. Per le prossime due settimane, l’alta pressione che interesserà gran parte dell’Europa porterà in Piemonte temperature ancora sopra la media stagionale e precipitazioni sporadiche.
I dati presentati da Arpa Piemonte evidenziano una situazione idrica complessivamente deficitaria, con criticità particolarmente evidenti nelle portate dei corsi d’acqua e nelle risorse idriche superficiali disponibili. L’indice sintetico di siccità segnala condizioni di siccità severa in tutto il bacino del Tanaro, dello Scrivia e del Po a monte della confluenza con la Dora Baltea.
Il Piemonte si trova quindi ad affrontare una sfida complessa, che richiede non solo interventi immediati per garantire l’approvvigionamento idrico, ma anche una riforma strutturale della gestione delle risorse idriche per il futuro.
