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Tragedia in Germania: esplode una palazzina, muore una famiglia italiana

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Esplode palazzina in Germania, muore famiglia italiana ad Albstadt: una fuga di gas all’alba distrugge l’edificio. Identificate le vittime, il cordoglio del Comune di Castellammare del Golfo.

Giovedì mattina, quando ad Albstadt il giorno stava appena iniziando, un boato ha spezzato il silenzio. Una palazzina esplode, un’esplosione violenta. Secondo le prime ricostruzioni, sembrerebbe sia stata provocata da una fuga di gas.

Esplode una palazzina in Germania, muore una famiglia italiana

Il risultato? In pochi secondi una palazzina è stata completamente distrutta.

Non c’è stato tempo e non c’è stato scampo soprattutto. All’interno dell’edificio si trovava una famiglia italiana. Tutti morti. Questo al momento il tragico bilancio.

Le vittime sono una coppia di giovani genitori, lui di 33 anni, lei di 30, e il loro bambino di sei anni. A confermare l’identità è stato il Comune di Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani. Lo ha fatto con un post sui social, poche righe ma pesantissime. Parole ufficiali, certo. Ma anche profondamente umane.

“Il sindaco Giuseppe Fausto, a nome personale, dell’amministrazione comunale e dell’intera città di Castellammare del Golfo, esprime profondo e sincero cordoglio per la tragica e improvvisa scomparsa di Francesco Liparoto, Nancy Giarraca e del loro bambino di sei anni, Bryan”, si legge nel messaggio diffuso dal Comune. Vittime del crollo della loro abitazione, avvenuto giovedì mattina ad Albstadt, in Germania. Presumibilmente causato da una fuga di gas. Presumibilmente. Perché su certi dettagli, quando il dolore è così, si procede sempre con cautela.

Sul posto sono intervenuti i soccorsi tedeschi, ma non c’era più nulla da fare. Macerie. Silenzio. E una comunità, quella locale, sotto shock.

Germania sotto shock: esplode una palazzina, muore una famiglia italiana legata alla Sicilia

Dietro i numeri, però, ci sono le storie. E qui la storia torna indietro, fino alla Sicilia. Francesco Liparoto viveva in Germania da circa dieci anni. Lo racconta ancora il Comune di Castellammare del Golfo, sempre attraverso i social, che diventano in questi casi una sorta di bacheca del dolore collettivo. “Aveva costruito, insieme a Nancy, una vita fatta di lavoro, sacrifici e sogni”. Frase semplice. Ma vera.

Una giovane famiglia, ben inserita nella comunità locale. Francesco lavorava in una ditta del settore del vetro. Un lavoro stabile, concreto. Di quelli che ti fanno alzare presto la mattina. Il piccolo Bryan frequentava la scuola. Zaino, quaderni, una routine normale. Normalissima. Fino a giovedì.

La notizia ha colpito profondamente Castellammare del Golfo. Non solo perché Francesco era nato lì. Ma perché il legame non si era mai spezzato. I genitori e i fratelli vivono ancora in città. E chi resta sa, sente, che certe distanze non esistono davvero. In agosto la famiglia era tornata per le vacanze. Mare, caldo, casa. A novembre erano rientrati di nuovo, per il compleanno del fratello più piccolo di Francesco. Occasioni semplici. Familiari. Quelle che restano impresse, ora, come fotografie che fanno male.

Il Comune lo scrive chiaramente: il legame con la comunità è sempre rimasto forte. Ed è forse questo il dettaglio più duro. Perché quando esplode una palazzina in Germania e muore una famiglia italiana, non è mai solo una notizia estera. È qualcosa che attraversa confini, ritorna indietro. E colpisce tutti. Anche chi, quella mattina, stava semplicemente scorrendo le notizie. E poi si è fermato. Di colpo.