L’arresto dell’ex principe Andrea segna un momento senza precedenti per la Royal Family. Non più solo scandali privati legati a Jeffrey Epstein, ma accuse che coinvolgono direttamente il ruolo pubblico dell’ex duca di York come inviato per il commercio e gli investimenti del Regno Unito. La crisi che ne deriva mette in discussione l’integrità dei Windsor e il rapporto tra famiglia reale e nazione, aprendo interrogativi sulla responsabilità e sulla sopravvivenza dell’istituzione monarchica.
L’arresto dell’ex Principe Andrea travolge i Windsor: la monarchia britannica sotto pressione
L’arresto, seppur breve, dell’ex principe Andrea ha scosso profondamente la famiglia reale, aprendo quella che molti definiscono “l’ora più buia dei Windsor”. Non si tratta più soltanto dei gravissimi abusi nei confronti di minorenni legati a Jeffrey Epstein. Come riportato da Il Messaggero, oggi le accuse riguardano il ruolo pubblico che Andrea ricopriva come inviato speciale per il commercio e gli investimenti del Regno Unito.
Dal 2001 al 2011, il duca di York avrebbe dovuto promuovere gli interessi economici britannici all’estero, ma secondo le indagini avrebbe inviato informazioni riservate a Epstein, contribuendo alla sua ricchezza personale. Come sottolineato da Buckingham Palace l’8 febbraio, “il governo e il Re hanno riaffermato che nessuno è intoccabile, che la giustizia deve fare il suo corso e che se qualcuno è colpevole deve essere perseguito”.
L’arresto dell’ex Principe Andrea travolge i Windsor: la Royal Family affronta accuse pesanti
Nel corso degli anni i Windsor avrebbero tentato di arginare la crisi con misure che, fino a poco tempo fa, sembravano definitive. I 12 milioni di sterline versati a Virginia Giuffre per ritirare la denuncia non hanno fermato la pubblicazione di nuovi documenti e fotografie che dimostrano che il legame con Epstein non si era mai interrotto. Andrea è stato escluso da ogni ruolo pubblico, privato dei titoli e persino allontanato dal Royal Lodge di Windsor, ma queste misure si sono rivelate insufficienti.
Come osserva un ex funzionario del dipartimento del Commercio e degli Investimenti, riferendosi alle spese ingiustificate sostenute dai contribuenti per massaggi e viaggi: “Pensavo fosse sbagliato… ma alla fine lo abbiamo pagato comunque”. Anche il controllo dei viaggi e delle spese di Andrea sarebbe stato superficiale, con budget divisi e pochi registri verificati, mentre il personale era deferente e raramente sollevava obiezioni.
Oggi questo la responsabilità non ricadrebbe solo su Andrea, ma sull’intera famiglia. Il Re Carlo spera che la popolazione comprenda che “più di così non poteva fare”. Tuttavia, il timore che la sola caduta del fratello non basti rimane, e il bisogno di un ricambio generazionale potrebbe diventare inevitabile.