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Famiglia nel bosco, la visita della Garante dell’Infanzia: “Nessun bambino in sciopero della fame”

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I bambini della ‘famiglia nel bosco’ stanno bene: la Garante smentisce digiuno e conferma che affrontano la separazione senza rischi per la salute.

Il caso della “famiglia nel bosco” è tornato sotto i riflettori a causa delle notizie su un presunto sciopero della fame di uno dei gemelli di 7 anni, deciso fino al ritorno della madre allontanata dalla casa famiglia di Vasto. Le segnalazioni, poi smentite dai garanti per l’infanzia, hanno acceso il dibattito sulla tutela dei minori e sulla gestione dei loro bisogni fondamentali.

Famiglia nel bosco, nuove soluzioni abitative e mobilitazioni pubbliche

Nel frattempo, Nathan Trevallion ha visitato una nuova abitazione predisposta dal Comune, destinata a ospitare la famiglia insieme alla moglie, Catherine, recentemente rientrata nella casa nel bosco. Come riferito dal ristoratore Armando Carusi, “Nathan è rimasto molto contento. È una casa nuova, stupenda, isolata, vicina al bosco e a 10 minuti dal loro casolare”. Il contratto per il b&b, messo a disposizione in comodato d’uso gratuito, terminerà a fine mese.

Parallelamente, la vicenda ha innescato una mobilitazione pubblica: famiglie neorurali e sostenitori della tutela familiare si ritroveranno a Roma il 29 marzo per un corteo da piazza Vittorio Emanuele a Porta San Giovanni e il 31 marzo per un flashmob in piazza Capranica, con consegna di istanze ai parlamentari. Gli organizzatori sottolineano che “difendiamo il diritto dei bambini a crescere nella loro famiglia” e denunciano la sproporzione tra le azioni intraprese e i bisogni dei minori. Contestualmente, il segretario generale del Sindacato polizia penitenziaria, Aldo Di Giacomo, ha confermato l’importanza dell’operato dei magistrati per garantire la sicurezza e l’educazione dei minori, ricordando che “nel caso dei bambini della famiglia del bosco è acclarata la condizione di carenza scolastica” e che le decisioni giudiziarie hanno una validità sia giuridica sia etica.

Famiglia nel bosco, la Garante rassicura: “Nessun bambino in sciopero della fame”

Come riportato da Rai News, la Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni, ha sottolineato l’urgenza di un impegno collettivo per affrontare quella che definisce una situazione sproporzionata nel suo esito rispetto alle ragioni iniziali”, riferendosi al caso della cosiddetta ‘famiglia nel bosco’. La Terragni, all’uscita dalla casa famiglia di Vasto dove i bambini risiedono dal 20 novembre 2025 senza la madre, ha osservato come i problemi sembrino originare dai primi mesi di presa in carico da parte dell’assistente sociale. “Sono entrata qui e avevo già da tempo la sensazione che il difetto stia nel manico di questa vicenda… Lì le cose si sono messe in un modo storto e non si sono più raddrizzate”. La Garante ha inoltre precisato che i bambini, pur mostrano momenti di agitazione e malinconia, dimostrano un’ottima capacità cognitiva e non sembrano penalizzati dalla diversa formazione scolastica ricevuta.

Sulla questione dello sciopero della fame segnalato da alcune fonti, la Garante regionale per l’infanzia, Alessandra De Febis, ha smentito ogni episodio di digiuno. “Ho pranzato con loro lunedì 9 e mercoledì 11, alla presenza del padre Nathan, condividendo il pasto allo stesso tavolo e potendo constatare direttamente la situazione. Alla luce di quanto verificato, non risulta alcuno sciopero della fame da parte dei bambini”, ha spiegato. Le informazioni diffuse da agenzie come LaPresse avevano indicato che uno dei gemelli non avrebbe mangiato fino al ritorno della madre, Catherine Birmingham, allontanata per decisione del Tribunale dei minori dell’Aquila. Intanto, il Ministero della Giustizia ha programmato ispezioni approfondite per martedì prossimo, che potranno includere audizioni di magistrati e degli stessi interessati, a conferma della complessità della vicenda.