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Farmaci: in gravidanza prescritti a 73% donne, ancora poco acido folico

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Milano, 30 set. (Adnkronos Salute) – Il 73,1% delle donne ha ricevuto almeno una prescrizione durante la gravidanza, il 57,1% nei tre trimestri precedenti la gravidanza e il 59,3% nei tre trimestri successivi al parto. E se ci sono gli antibiotici fra i medicinali più a rischio di inappropriatezza prescrittiva, che quindi vengono dati più del necessario, su una voce si è ancora troppo bassi in Italia: l'acido folico, che si usa per la prevenzione primaria dei difetti del tubo neurale, e mostra un trend prescrittivo che appare "non in linea con le raccomandazioni nazionali e internazionali".

E' la fotografia scattata dal primo rapporto nazionale che l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha dedicato specificatamente all'uso dei farmaci nelle mamme in attesa dei loro bebè.

"E' uno dei rapporti più importanti fra i 'figli' di Osmed (Osservatorio nazionale sull'impiego dei medicinali) – sottolinea oggi il direttore generale dell'Agenzia, Nicola Magrini, presentandolo – Un rapporto che mostra anche una svolta nell'utilizzo dei dati, perché lega database di diversa natura. Stiamo lavorando molto nello sforzo di rendere interattivi questi report", aggiunge il Dg evidenziando la necessità di un investimento "nella ricerca sui servizi sanitari e in un rapporto proficuo e integrato stato-regioni".

Quanto alla gravidanza "è un periodo quello perinatale di grande integrazione sanitaria fra diversi ambiti – ostetrico, ginecologico, pediatrico, emergenziale – e la qualità di questi dati ha una complessità elevata".

Il rapporto è uno studio di popolazione multi-database che analizza, attraverso i flussi informativi sanitari regionali, la prescrizione di farmaci erogati a carico del Ssn nei mesi prima, durante e dopo la gravidanza in Italia. Le Regioni coinvolte nello studio, rappresentative delle diverse aree geografiche del Paese, sono: Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Puglia e Sardegna.

Sono state incluse nello studio le donne di età compresa tra i 15 e i 49 anni che hanno avuto un parto tra il aprile 2016 e marzo 2018 (pari al 59% dei parti).

I farmaci più prescritti in gravidanza "rientrano nella categoria terapeutica del sangue e degli organi emopoietici (47,9%, con un picco di prevalenza nel primo trimestre). Seguono gli antimicrobici per uso sistemico (33,2%), i farmaci del sistema genito-urinario e ormoni sessuali (20,8%), i farmaci attivi sul sistema gastrointestinale e metabolismo (12,1%) e i preparati ormonali sintetici, esclusi ormoni sessuali (11,2%)", spiegano gli autori del report.

I quattro principi attivi maggiormente utilizzati sono l'acido folico (34,6%), il progesterone (19%), il solfato ferroso (18,8%) e l'amoxicillina/acido clavulanico (11,5%); i primi due con un utilizzo più concentrato nel primo trimestre, che decresce significativamente nel secondo e nel terzo, il solfato ferroso soprattutto nel terzo trimestre e l'antibiotico amoxicillina/acido clavulanico stabile nel corso della gravidanza.

Il primo punto che viene evidenziato, quello che più importa alle donne in attesa, è che "il profilo prescrittivo delle varie classi di farmaci per il trattamento di patologie croniche sembra confermare la scelta di principi attivi compatibili con la gravidanza".

Quanto ai farmaci a maggior rischio di inappropriatezza prescrittiva, "sono i progestinici per la prevenzione dell'aborto spontaneo e gli antibiotici". Per questi ultimi l'inappropriatezza prescrittiva è, analizzano gli esperti, "in parte determinata dalla profilassi antibiotica per l'accesso alla diagnosi prenatale invasiva, pur in assenza di raccomandazioni condivise che la sostengano".

L'acido folico è una nota dolente: "Seppur con una verosimile sottostima del consumo reale per la disponibilità di prodotti acquistabili anche senza prescrizione medica, non sembra in linea con le raccomandazioni nazionali e internazionali, che sostengono la supplementazione quotidiana con acido folico nelle donne che programmano la gravidanza o non ne escludono la possibilità fin da prima del concepimento, per la prevenzione primaria dei difetti del tubo neurale". In alcuni casi permangono "prescrizioni di farmaci (per esempio Ace-inibitori, sartani, acido valproico, statine) che meritano un attento monitoraggio e approfondimenti specifici su tempi e indicazioni di utilizzo", segnalano infine gli autori.


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