La storia in breve: una scultura quattrocentesca, conosciuta come Santo barbuto con libro e scolpita in marmo di Candoglia, è tornata a essere visibile al pubblico. Dopo un intervento di pulitura, restauro e consolidamento finanziato dal Gruppo Fnm nell’ambito del progetto Adotta una statua, la statua è ora esposta nella sede di Fnm a piazzale Cadorna 14, a Milano.
L’operazione è stata promossa e seguita tecnicamente dalla Veneranda fabbrica del Duomo.
Che cos’è successo
La statua risale alla metà del Quattrocento ed è realizzata in marmo di Candoglia. L’intervento conservativo ha riguardato la rimozione degli strati superficiali alterati, il consolidamento delle parti fragili e le integrazioni necessarie per garantire stabilità e leggibilità dell’opera. Il restauro è stato possibile grazie al finanziamento del Gruppo Fnm, nell’ambito dell’iniziativa che sostiene il recupero di sculture della cattedrale tramite prestiti temporanei a enti privati e aziende.
Perché conta
Mettere la scultura a disposizione del pubblico significa restituire alla città un pezzo di storia che altrimenti sarebbe rimasto «dietro le quinte». Il progetto non solo accelera il recupero di opere che richiedono interventi urgenti, ma mette anche in luce il valore della collaborazione tra istituzioni culturali e imprese private nel mantenere vivo il patrimonio artistico.
Un modello di tutela condivisa
Adotta una statua è una raccolta fondi lanciata per finanziare il restauro e la valorizzazione delle opere del Duomo. Le sculture vengono temporaneamente trasferite in laboratori specializzati, dove ricevono gli interventi conservativi necessari — dalla pulitura al consolidamento strutturale, fino alle eventuali integrazioni conservative. Dopo i lavori, gli oggetti restaurati possono essere esposti in sedi aziendali o spazi pubblici: così aumentano la visibilità del patrimonio e si sensibilizza il pubblico sul lavoro di conservazione della Veneranda Fabbrica. La Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio della città metropolitana di Milano coordina le procedure tecniche e ne assicura il ritorno alla Cattedrale una volta completati i restauri.
Effetti pratici
Questo meccanismo alleggerisce la pressione sui bilanci pubblici e accelera i tempi di recupero. Le opere restano comunque accessibili per visite e consultazioni pubbliche, secondo le modalità comunicate dagli enti promotori; è previsto inoltre un monitoraggio post-restauro per valutare gli esiti conservativi e l’efficacia nella fruizione pubblica.
Descrizione della scultura
Il Santo barbuto raffigura un uomo anziano, con una lunga barba divisa in due ciocche, vestito con un abito che richiama l’iconografia monastica: la cappa avvolge il torso e nella mano tiene un libro aperto, segno della sua riconoscibilità come figura sacra o profetica. Il basamento circolare rimanda all’orizzonte umanistico e alla scultura sforzesca. Mancando iscrizioni, però, l’attribuzione rimane incerta.
Dove stava e come è arrivata a questo punto
Originariamente la scultura era collocata su un altare interno del Duomo; in seguito è stata esposta in una posizione esterna parzialmente riparata. Il marcato deterioramento osservato prima del restauro fa pensare a una lunga esposizione agli agenti atmosferici. Già nel 1976 la statua era stata mostrata in condizioni degradate alla fiera di Monaco Exempla, per evidenziare le difficoltà legate alla conservazione.
Le istituzioni e le imprese in campo
Alla presentazione pubblica a piazzale Cadorna erano presenti rappresentanti istituzionali e i promotori del progetto, tra cui il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana; il presidente di Fnm, Andrea Gibelli; e il presidente della Veneranda fabbrica del Duomo, Fedele Confalonieri. Tutti hanno sottolineato come il dialogo tra pubblico e privato consenta interventi concreti sul patrimonio e migliori la fruizione delle opere per la collettività.
Parole dai protagonisti
Fontana ha evidenziato come investire nella bellezza produca un ritorno sociale e rafforzi il senso di appartenenza. Gibelli ha parlato della capacità attrattiva di esporre una scultura del Duomo in una stazione, trasformando uno spazio di transito in un luogo da vivere. Confalonieri ha ricordato l’impegno quotidiano degli operai della Veneranda Fabbrica e la necessità di risorse e competenze per mantenere la cattedrale: ha descritto l’iniziativa come una «staffetta» tra opere esposte in spazi pubblici, citando esempi recenti di statue ospitate da Fnm.
Un invito alla scoperta
La presenza del Santo barbuto a piazzale Cadorna non è una semplice mostra temporanea: vuole stimolare la curiosità e portare la lettura e la cultura anche negli ambienti di quotidiano passaggio. Per chi desidera approfondire il progetto Adotta una statua e conoscere le modalità di sostegno, la Veneranda Fabbrica del Duomo mette a disposizione una pagina informativa con tutti i dettagli.