Un’immagine di molti anni fa che ritrae Giorgia Meloni insieme a un giovane è tornata in circolazione sui social con una ricostruzione capovolta: alcuni post hanno presentato quella fotografia come se l’uomo accanto alla presidente del Consiglio fosse suo padre. La notizia, rapidamente rilanciata, ha ricevuto la pronta reazione dell’interessato, l’europarlamentare di Fratelli d’Italia Marco Squarta, che ha pubblicato una serie di messaggi per chiarire i fatti e contestare la versione circolata online.
La vicenda non è rimasta relegata a poche pagine: il caso ha assunto toni di polemica poiché, secondo Squarta, non si tratta di un normale scambio politico ma di una costruzione deliberata destinata a diffondere un’impressione falsa sul passato personale di Meloni. Nelle sue repliche il parlamentare ha sottolineato il confine oltre il quale, a suo avviso, la discussione pubblica diventa disinformazione e attacco personale.
Come è nata la narrazione
Secondo le ricostruzioni implicitamente riportate dall’europarlamentare, alcune pagine e profili hanno preso una foto autentica degli anni passati e l’hanno trasformata in una prova di una storia inesistente. Da un semplice scatto tra persone giovani, che rappresenta un ricordo comune, è stata elaborata una versione secondo cui l’uomo nella foto sarebbe il padre di Giorgia Meloni.
Squarta ha definito questa operazione una manipolazione dell’immagine e ha denunciato la volontà di costruire una narrazione dannosa basata su una falsità.
Profili e modalità di diffusione
Nel descrivere la dinamica della diffusione, Squarta ha fatto riferimento a pagine che presentavano simboli e immagini riconoscibili, tra cui addirittura profili con la copertina delle cinque stelle utilizzata come elemento distintivo. A suo dire, questi account hanno rilanciato la foto con didascalie e commenti che hanno amplificato la menzogna, sostenendo persino che la fotografia fosse la prova di un presunto inganno da parte di Meloni sul rapporto con il padre. Il risultato è stato il rapido proliferare di una fake news condivisa senza verifica.
La risposta pubblica di Marco Squarta
In una serie di post pubblicati sui social, Marco Squarta ha smentito categoricamente di essere il padre della presidente: si è presentato chiaramente, sottolineando la sua identità di europarlamentare e la lunga amicizia con Giorgia Meloni. Squarta ha ricordato che all’epoca dello scatto aveva circa ventidue anni e, benché nell’immagine possa apparire più maturo, la tesi del padre è priva di fondamento. Ha poi aggiunto che la manipolazione non è un semplice errore ma una scelta mirata a danneggiare la reputazione politica e personale.
Punti chiave della smentita
La smentita messa in evidenza da Squarta si fonda su alcuni elementi precisi: la foto è autentica ma la sua interpretazione è inventata; l’uomo ritratto è lui, non il padre di Meloni; tra i due esiste un rapporto di amicizia che va avanti da decenni, non un vincolo familiare. L’europarlamentare ha descritto la vicenda come esempio di come, nei media digitali, una singola immagine possa essere deformata fino a perdere ogni attinenza con la realtà, trasformandosi in un veicolo di diffamazione e disinformazione.
Conseguenze e riflessioni sul dibattito pubblico
La polemica solleva questioni più ampie sulla responsabilità nella condivisione delle informazioni: quando la comunicazione politica scade nella fabbricazione di storie, viene compromessa la qualità del dibattito pubblico. Occorre dunque una maggiore attenzione da parte degli utenti e delle piattaforme per distinguere tra immagini reali e narrazioni costruite. Squarta ha invitato a riflettere su questo punto, definendo la vicenda non come un confronto politico legittimo ma come un episodio che mette a rischio il rispetto della verità e la dignità delle persone coinvolte.