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Guerra Iran, l'annuncio di Donald Trump: "Ora nella Situation Room per una decisione definitiva"

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Trump verso la decisione finale sull’intesa con l’Iran tra negoziati su nucleare e tensioni nello Stretto di Hormuz: ore decisive sulla guerra.

Ore decisive per la guerra tra Stati Uniti e Iran, mentre la diplomazia internazionale resta in attesa della decisione finale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Dopo una giornata segnata da indiscrezioni e aggiornamenti su un possibile accordo preliminare, il leader americano ha annunciato che si sta dirigendo verso la Situation Room per valutare l’esito dei negoziati.

Diplomazia, colloqui e tensioni regionali tra Medio Oriente e Asia

Nel quadro negoziale, il vicepresidente statunitense JD Vance ha confermato che restano “un paio di puntiancora aperti, pur evidenziando progressi nei colloqui. Secondo fonti diplomatiche, l’ipotesi sul tavolo prevederebbe una finestra di ulteriori 60 giorni di negoziati sul programma nucleare iraniano.

Parallelamente, il segretario di Stato Marco Rubio ha incontrato a Washington il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar, discutendo anche del ruolo di mediazione di Islamabad e delle tensioni regionali, incluse le conseguenze di recenti attacchi in Pakistan.

Sul fronte iraniano, il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf ha espresso scetticismo verso i negoziati, affermando che Teheran “non si fida di garanzie o parole e solo i fatti contano”.

Ha inoltre aggiunto: “Non otteniamo concessioni con il dialogo, ma con i missili. Nei negoziati, ci limitiamo a far capire”, sottolineando la natura condizionata di ogni eventuale intesa.

In parallelo, fonti iraniane citate da Tasnim indicano che la bozza dell’accordo non è ancora definitiva e potrebbe aver subito modifiche recenti. Sullo scenario mediorientale si inseriscono anche le mosse di Benjamin Netanyahu, che ha confermato operazioni militari nel sud del Libano oltre il fiume Litani, mentre il presidente libanese Joseph Aoun ha ribadito a Washington la necessità urgente di un cessate il fuoco. Il quadro complessivo resta quindi caratterizzato da negoziati paralleli, pressioni militari e un fragile equilibrio diplomatico ancora in evoluzione.

Guerra, Trump nella Situation Room per la decisione definitiva: l’ultimatum all’Iran

Donald Trump ha annunciato l’imminente definizione di una posizione conclusiva sull’intesa con l’Iran, delineando una serie di condizioni stringenti legate al programma nucleare e alla sicurezza regionale. In un messaggio diffuso su Truth Social, ha ribadito che: L’Iran deve impegnarsi a non possedere mai un’arma nucleare o una bomba atomica”. Ha inoltre insistito sulla riapertura immediata dello Stretto di Hormuz, definendo che “Lo Stretto di Hormuz deve essere immediatamente aperto, senza pedaggi, per il libero traffico marittimo in entrambe le direzioni”.

Nel suo intervento ha affrontato anche la questione delle mine navali e della sicurezza delle rotte commerciali, sostenendo che “Tutte le mine acquatiche (bombe), se presenti, saranno neutralizzate”. Ha aggiunto che le navi rimaste bloccate potranno riprendere la navigazione con la revoca del blocco: “Le navi bloccate nello Stretto a causa del nostro straordinario e senza precedenti Blocco Navale… potranno iniziare il processo di ‘ritorno a casa!’”. Un ulteriore punto centrale riguarda il materiale nucleare iraniano, che secondo Trump dovrà essere rimosso e distrutto in cooperazione internazionale: “Il materiale arricchito… verrà riportato alla luce… e DISTRUTTO”.

Tra le sue dichiarazioni più rilevanti ha affermato: “Non ci sarà alcuno scambio di denaro, fino a nuovo avviso. Su altri punti, di ben minore importanza, è già stato raggiunto un accordo. Mi riunirò ora nella Situation Room per prendere una decisione definitiva”.