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Guerra Iran, Vance annuncia buoni progressi: attesa per la decisione di Trump

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Vance parla di “molti progressi” nei colloqui tra Stati Uniti e Iran, mentre Trump prende ancora tempo sul memorandum: gli aggiornamenti sulla guerra.

La possibile intesa tra Stati Uniti e Iran segna uno dei momenti più delicati della guerra iniziata nei mesi scorsi. Tra tensioni militari, pressioni diplomatiche e trattative sul nucleare, Washington e Teheran cercano un accordo capace di mantenere la tregua ed evitare una nuova escalation in Medio Oriente. Ore di attesa per la decisione dei Trump, che ha chiesto altro tempo.

Raid, accuse reciproche e nuove tensioni in Medio Oriente

Nonostante i progressi diplomatici, il clima nella regione resta estremamente instabile. Nelle ultime ore si sono verificati nuovi episodi militari tra Washington e Teheran: le forze americane hanno dichiarato di aver abbattuto droni iraniani nello Stretto di Hormuz e colpito un sito militare a Bandar Abbas, mentre i pasdaran hanno annunciato un attacco contro una base statunitense nella regione.

Il Centcom ha definito questi episodi “una grave violazione del cessate il fuoco”, sottolineando quanto la tregua rimanga precaria. Intanto l’agenzia iraniana Mehr ha riferito che alcune imbarcazioni sarebbero state fermate dopo aver tentato di attraversare Hormuz senza autorizzazione.

Parallelamente, il conflitto si intreccia con le tensioni in Libano e Gaza.

Il governo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu ha intensificato le operazioni contro Hezbollah, tornando a colpire Beirut con un “attacco mirato” contro un comandante iraniano nella periferia sud della capitale libanese. I raid nel sud del Libano avrebbero provocato almeno 14 vittime, tra cui anche bambini. Netanyahu ha inoltre rilanciato la linea dura su Gaza, dichiarando: “Controlliamo il 60% della Striscia, ma puntiamo al 70%”. Sul fronte diplomatico prosegue la mediazione del Pakistan: il ministro degli Esteri Ishaq Dar incontrerà a Washington il segretario di Stato Marco Rubio nel tentativo di consolidare l’accordo.

Guerra Iran, Vance: “Buoni progressi”, ma Trump prende tempo per la firma

Dopo settimane segnate da tensioni, aperture diplomatiche e nuovi scontri nel Golfo Persico, Stati Uniti e Iran sembrano essersi avvicinati a un’intesa destinata a prolungare il cessate il fuoco e ad avviare un confronto sul programma nucleare iraniano. Secondo fonti americane e mediorientali citate da Axios, i negoziatori avrebbero definito un memorandum d’intesa già martedì, ma manca ancora il via libera definitivo di Donald Trump, che avrebbe chiesto “qualche giorno” supplementare per valutare il testo. Da parte iraniana resta forte la diffidenza verso il presidente americano, giudicato da alcuni esponenti di Teheran “imprevedibile” e “incapace di rispettare gli impegni presi”.

Il piano prevederebbe un’estensione della tregua per altri 60 giorni, durante i quali dovrebbero partire colloqui ufficiali sul dossier nucleare. Washington punterebbe soprattutto al controllo dell’uranio altamente arricchito, mentre l’Iran si impegnerebbe a non sviluppare armamenti atomici e ad accettare le verifiche dell’Aiea. Nel frattempo verrebbe riaperto lo Stretto di Hormuz, con il ritorno al libero traffico commerciale “senza alcun tipo di pedaggio”. In parallelo, gli Stati Uniti eliminerebbero gradualmente il blocco navale imposto ai porti iraniani. Restano inoltre sul tavolo la possibile revoca delle sanzioni e lo sblocco di circa 24 miliardi di dollari di beni iraniani congelati all’estero.

Gli Stati Uniti e l’Iran hanno compiuto “buoni progressi” verso l’estensione del cessate il fuoco, ma manca ancora il via libera definitivo di Donald Trump. A confermarlo è stato il vicepresidente JD Vance, spiegando che le due parti stanno ancora discutendo “un paio di punti relativi alla formulazione del testo”. Secondo Vance, i negoziati hanno comunque registrato passi avanti significativi e l’obiettivo resta quello di mettere il presidente americano “nella posizione di poter avallare l’accordo”. Parlando con i media, il vicepresidente ha però precisato che “la questione è ancora da definire” e che non è possibile sapere “quando, o se, il presidente firmerà il memorandum”. Nonostante le incertezze, Vance si è detto “abbastanza fiducioso” sulla possibilità di arrivare a un’intesa definitiva tra Washington e Teheran.