La morte di Alex Pineschi in Ucraina riporta l’attenzione sulla presenza di contractor e volontari stranieri nei conflitti armati contemporanei. Ex militare italiano con esperienza in diversi teatri di guerra, aveva scelto di tornare al fronte dopo l’invasione russa del 2022, inserendosi in unità operative ucraine impegnate in missioni ad alto rischio.
Guerra in Ucraina, ucciso un combattente italiano: chi era Alex Pineschi
La scomparsa di Alex Pineschi, contractor italiano di 42 anni originario di La Spezia, è stata resa pubblica dall’associazione di volontari “Memorial”, che ha diffuso un messaggio di cordoglio in cui si legge: “Il nostro amato fratello è morto sul campo di battaglia“.
L’uomo aveva preso parte al conflitto in Ucraina come volontario dopo l’invasione russa del 2022, operando all’interno di un contesto militare ad alto rischio. In un’altra dichiarazione dell’associazione si ribadisce: “Il nostro amato fratello italiano, che prestava servizio in Ucraina come volontario, ha perso la vita sul campo di battaglia.
Onore, gloria e gratitudine al nostro fratello“.
Secondo le ricostruzioni, sarebbe rimasto ucciso in un’azione nella zona di Liman, presumibilmente a seguito di un attacco con droni FPV, mentre era impegnato in operazioni operative insieme a un’unità specializzata ucraina.
Guerra in Ucraina, ucciso un combattente italiano: il percorso militare e le esperienze di Alex Pineschi
Ex appartenente agli Alpini dell’Esercito italiano, Pineschi aveva costruito nel tempo un profilo legato alla sicurezza e alle attività militari in diversi scenari internazionali. Prima dell’esperienza in Ucraina, aveva combattuto contro l’Isis nel nord dell’Iraq, affiancando i peshmerga curdi durante le operazioni tra Kirkuk e Mosul. Proprio da quell’esperienza era nato il libro “Peshmerga – Di fronte alla morte”, in cui aveva raccontato la sua attività sul campo; era autore anche di altre pubblicazioni e specializzato nel tiro di precisione.
Nel tempo aveva operato anche in altri contesti come Siria e Kurdistan, diventando una figura conosciuta negli ambienti della sicurezza privata e fondando un’accademia dedicata alle tecniche di tiro e difesa.
Nel 2017, al rientro da una delle sue missioni, era stato oggetto di un’indagine della procura spezzina con l’ipotesi di mercenariato, procedimento poi archiviato perché riconosciuto il suo ruolo di volontario.
Nell’aprile scorso era tornato in zona di guerra, come riportato da Repubblica, entrando nell’8° Reggimento Operazioni Speciali (SSO) ucraino e nel cosiddetto “Team Green Badgers”, con incarichi legati a operazioni complesse e all’uso di droni. Il suo corpo, secondo alcune fonti giornalistiche, sarebbe stato recuperato e si troverebbe in attesa di essere restituito alla famiglia.
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