Il lancio del Trump Mobile T1, lo smartphone dorato legato alla figura di Donald Trump, si sta rivelando più complesso del previsto. Tra ritardi nelle consegne, dubbi sulla reale origine del dispositivo e problemi legati alla sicurezza dei dati, il progetto è finito al centro dell’attenzione dei media statunitensi e di diverse polemiche.
Tra promesse e realtà del “Trump Mobile T1”
Il progetto del telefono dorato legato a Donald Trump, noto come Trump Mobile T1, sta finalmente raggiungendo alcuni degli acquirenti che lo avevano ordinato oltre un anno fa. Tuttavia, le prime unità consegnate risultano piuttosto diverse rispetto a quanto annunciato inizialmente.
Diversi media statunitensi, tra cui NBC News, hanno evidenziato discrepanze significative tra marketing e prodotto reale. Uno dei punti più contestati riguarda l’origine del dispositivo. In fase di presentazione, Trump aveva insistito sul fatto che sarebbe stato “Made in USA”, ma questa dicitura è stata successivamente rimossa e sostituita da una formula più vaga: «progettato con in mente gli ideali americani».
Secondo alcuni esperti citati da NBC News, il modello sarebbe molto simile all’HTC U-24 Pro, prodotto a Taiwan, mentre altre analisi lo accostano a dispositivi economici venduti anche nella grande distribuzione. Anche il design non sarebbe privo di incongruenze: sul retro compare una bandiera statunitense dorata con un numero errato di strisce.
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Il lancio del T1 Phone ha subito numerosi rinvii: inizialmente previsto per agosto, poi spostato a ottobre e infine a maggio, con consegne effettive arrivate circa 8–9 mesi dopo le tempistiche comunicate. Nel frattempo il prezzo è stato rivisto al rialzo, passando da 499 a 999 dollari, mentre alcune condizioni di vendita sono state modificate fino a non garantire più la spedizione certa del prodotto.
Non meno rilevante è la questione della sicurezza dei dati. Secondo quanto riportato da TechCrunch e da altri media come The Verge, i dati degli utenti iscritti a Trump Mobile sarebbero stati sottratti in seguito a una vulnerabilità legata a una piattaforma terza. Alcuni youtuber hanno confermato la fuga di informazioni sensibili: “Indirizzo postale, email e praticamente tutto tranne il numero di carta di credito è stato divulgato“, ha dichiarato Coffeezilla, aggiungendo “non ordinate su trumpmobile.com a meno che non siate pronti a vedere le vostre informazioni personali divulgate. La situazione è davvero grave“.
Sul fronte commerciale, emergono anche dubbi sulle vendite effettive: le stime iniziali parlavano di oltre 590.000 preordini (fonte Moneywise), ma i dati trapelati indicherebbero circa 30.000 dispositivi effettivamente ordinati.
Il progetto, avviato dalla Trump Organization insieme alla nascita di Trump Mobile, è stato inoltre oggetto di critiche politiche: la senatrice Elizabeth Warren ha chiesto un’indagine alla Federal Trade Commission, mentre il senatore Mark Warner ha contestato il piano tariffario da 47,45 dollari, giudicato più costoso della concorrenza e poco coerente con le promesse di servizio illimitato. Infine, il contesto economico del brand resta ampio: secondo il Wall Street Journal, le attività imprenditoriali legate alla famiglia Trump avrebbero generato circa 4 miliardi di dollari nei primi dodici mesi del secondo mandato presidenziale.
Trump Mobile said a data exposure incident affected some customers who pre-ordered its T1 phone or signed up for service plans.
The company said a security weakness in a third-party platform allowed some customer records to be publicly accessible online.
The exposed information… pic.twitter.com/zjtRa1kbE8
— Pirat_Nation 🔴 (@Pirat_Nation) May 23, 2026