Le trattative tra Stati Uniti e Iran restano in una fase di forte incertezza, mentre sullo sfondo cresce il rischio di una nuova escalation militare in Medio Oriente. Da una parte proseguono i tentativi diplomatici per evitare il ritorno della guerra, dall’altra Trump e Teheran continuano a scambiarsi accuse e minacce, alimentando la tensione anche lungo il fronte israelo-libanese.
Diplomazia in stallo e tensione crescente tra Washington e Teheran
I negoziati tra Iran e Stati Uniti proseguono senza una svolta concreta, mentre il clima internazionale resta estremamente fragile. Una fonte vicina alla delegazione iraniana, citata dall’agenzia Tasnim, ha spiegato che “i colloqui e le consultazioni sulle questioni controverse sono ancora in corso e non è stato ancora raggiunto alcun risultato definitivo”.
Secondo la stessa fonte, alcuni passi avanti sarebbero stati compiuti, ma nessuna intesa potrà essere annunciata finché tutte le questioni aperte non saranno risolte.
Teheran sostiene inoltre che il Pakistan continui a svolgere un ruolo di mediazione tra le parti, con l’attenzione concentrata soprattutto sulla cessazione delle ostilità. Le autorità iraniane hanno anche contestato le indiscrezioni diffuse da alcuni media occidentali sui contenuti dell’eventuale accordo, definite non attendibili.
Parallelamente, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, nel corso di un colloquio con il segretario generale dell’Onu António Guterres, ha accusato Washington di avanzare “richieste eccessive”, denunciando una lunga storia americana fatta di “mancato rispetto degli impegni” e “tradimenti della diplomazia”.
Sul piano internazionale, il rappresentante iraniano alle Nazioni Unite, Saeed Iravani, ha respinto le accuse statunitensi relative al presunto coinvolgimento di Teheran nell’attacco con droni contro l’impianto nucleare di Barakah, negli Emirati Arabi Uniti. Iravani ha ricordato che l’Iran “è stato vittima di attacchi contro i suoi impianti nucleari pacifici” e ha chiesto che alcuni Paesi del Golfo risarciscano i danni subiti da Teheran durante il conflitto.
Guerra in Iran, Trump pronto a riprendere gli attacchi? L’ultimo preoccupante retroscena
Mentre la diplomazia fatica a produrre risultati, gli Stati Uniti starebbero valutando nuove opzioni militari contro l’Iran. Secondo indiscrezioni riportate da Cbs e Cnn, l’amministrazione di Donald Trump avrebbe già predisposto diversi scenari operativi, anche se il presidente americano non avrebbe ancora preso una decisione definitiva. Fonti vicine alla Casa Bianca riferiscono che alcuni funzionari della sicurezza nazionale e dell’intelligence hanno perfino annullato gli impegni del fine settimana in previsione di possibili sviluppi militari. Il Wall Street Journal aggiunge che Trump avrebbe comunque chiesto più tempo per tentare la strada diplomatica prima di autorizzare eventuali operazioni.
La risposta iraniana non si è fatta attendere. Secondo Tasnim, fonti militari di Teheran hanno dichiarato che “le forze armate dell’Iran hanno preparato nuovi scenari per ogni potenziale follia nemica”. La stessa fonte ha avvertito che un eventuale attacco porterebbe a una “Terza edizione della guerra iraniana”, caratterizzata da nuove strategie e obiettivi militari.
Intanto la tensione resta alta anche lungo il fronte israelo-libanese. L’esercito israeliano ha annunciato di aver colpito nella Valle della Beqaa, in Libano, un sito sotterraneo attribuito a Hezbollah e destinato alla produzione di armamenti. Altri raid hanno interessato la città di Tiro e diverse località del Libano meridionale, provocando almeno cinque morti secondo l’agenzia libanese Nna. Sarebbero stati registrati anche danni rilevanti all’ospedale Hiram nei pressi di Tiro. Nel nord di Israele, inoltre, le sirene d’allarme sono entrate in funzione nelle aree di Kiryat Shmona e Rosh HaNikra per la segnalazione di un possibile “aereo ostile” proveniente dal confine con il Libano.