Un nuovo atto giudiziario negli Stati Uniti riaccende una delle vicende più controverse nei rapporti tra Washington e L’Avana. L’incriminazione dell’ex presidente cubano Raúl Castro per l’abbattimento di due aerei civili avvenuto nel 1996 riporta infatti al centro dell’attenzione internazionale un episodio rimasto irrisolto per quasi trent’anni, ancora oggi al centro di forti tensioni politiche e diplomatiche tra i due Paesi.
Il Dipartimento di Giustizia USA incrimina Raúl Castro: le motivazioni
Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha formalizzato a Miami un atto d’accusa federale contro l’ex presidente cubano Raúl Castro e altre cinque persone, legato all’abbattimento di due velivoli civili avvenuto nel 1996 nello Stretto della Florida. L’episodio causò la morte di quattro persone, tra cui tre cittadini statunitensi, e riguarda i voli dell’organizzazione Brothers to the Rescue (nota anche come “Hermanos al Rescate”), gruppo di volontari con base a Miami impegnato in missioni di assistenza ai migranti cubani diretti verso gli Stati Uniti.
Secondo gli atti giudiziari, come riportato da Fox News e CBS, le imputazioni comprenderebbero cospirazione, omicidio e distruzione di aeromobile, oltre alla ricostruzione della catena di comando militare che avrebbe portato all’operazione. L’episodio risale al febbraio 1996, quando due Cessna partiti da Miami furono abbattuti da un jet MiG cubano. L’Avana ha sempre sostenuto che i velivoli avessero violato il proprio spazio aereo, mentre indagini dell’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile indicarono che l’abbattimento sarebbe avvenuto in acque internazionali.
Tra gli imputati figurerebbe anche un ufficiale dell’aeronautica militare cubana già coinvolto in precedenti inchieste. L’iniziativa riporta al centro una vicenda rimasta irrisolta per quasi trent’anni e che ha alimentato forti tensioni tra Washington e L’Avana.
Reazioni politiche, posizioni contrapposte e figura di Raúl Castro
L’incriminazione ha generato una dura reazione dell’attuale presidente cubano Miguel Díaz-Canel, che ha definito l’azione statunitense priva di fondamento giuridico e motivata politicamente. Su X ha sostenuto che si tratti di un tentativo di costruire una narrazione per giustificare possibili azioni ostili contro Cuba, ribadendo che l’abbattimento dei velivoli sarebbe avvenuto per legittima difesa dello spazio aereo nazionale. Il governo cubano descrive inoltre l’organizzazione coinvolta come “narco-terroristica” e insiste sulla tesi della violazione territoriale.
Raúl Castro, oggi 94 anni, ex ministro della Difesa e figura centrale della rivoluzione cubana insieme a Fidel Castro, è stato per decenni uno degli uomini chiave dello Stato e delle forze armate cubane, guidando anche la risposta all’invasione della Baia dei Porci del 1961 e ricoprendo la presidenza dal 2008 al 2018. La sua traiettoria politica lo ha visto protagonista dalla guerriglia rivoluzionaria del 1959 fino alla guida del Paese dopo la malattia del fratello, mantenendo poi una forte influenza nel sistema politico cubano anche dopo le dimissioni. L’attuale fase giudiziaria viene descritta da alcuni osservatori come uno strumento di pressione politica, già utilizzato in altri contesti internazionali dall’amministrazione statunitense. L’incriminazione potrebbe complicare ulteriormente i rapporti tra Stati Uniti e Cuba, già segnati da tensioni storiche e negoziati intermittenti.