La guerra tra Stati Uniti e Iran torna a salire sullo sfondo dei negoziati sul programma nucleare, con Donald Trump che alterna pressioni diplomatiche e minacce militari. Washington punta a un accordo rapido per impedire a Teheran lo sviluppo di armi atomiche, mentre cresce l’incertezza su una possibile escalation nel breve periodo.
Escalation militare, riunioni strategiche e posizione dell’amministrazione Trump
Parallelamente al percorso diplomatico, emergono segnali di forte pressione militare. Fonti riportate dal Wall Street Journal indicano che Stati Uniti e Israele sarebbero pronti a possibili nuovi attacchi contro l’Iran “entro pochi giorni”, con l’ipotesi che le operazioni possano riprendere già la prossima settimana. Anche secondo indiscrezioni riportate da Axios, Trump avrebbe discusso opzioni militari in una riunione con il team di sicurezza nazionale, convocata poco dopo l’annuncio di una possibile sospensione delle operazioni già pianificate.
Nella stessa fase, il presidente ha mantenuto una posizione duplice: apertura negoziale ma anche disponibilità all’azione. Ha affermato di aver ordinato la sospensione di un attacco già previsto, pur lasciando aperta la possibilità di interventi futuri. In questo quadro si inseriscono anche le dichiarazioni del vicepresidente JD Vance, che ha ribadito come la “linea rossa” resti il nucleare iraniano.
Ha spiegato: “Non vogliamo vedere solo l’impegno a non avere un’arma nucleare, ma l’impegno a collaborare con noi in un processo che garantisca che non solo ora, non solo mentre Donald Trump e’ presidente, ma anche negli anni a venire, gli iraniani non costruiscano quella capacita’ nucleare, ed e’ cio’ che stiamo cercando di ottenere nei negoziati”.
Vance ha inoltre sottolineato che “Abbiamo qui un’opportunita‘, credo, per rilanciare la relazione che esiste tra l’Iran e gli Stati Uniti da 47 anni” e che “Non accetteremo un accordo che permetta agli iraniani di dotarsi di armi nucleari. Quindi, come mi ha appena detto il presidente, siamo pronti all’azione”.
Infine, Trump ha affrontato anche temi interni durante una visita al cantiere della futura sala da ballo della Casa Bianca, presentata come un progetto personale finanziato in larga parte da fondi privati: “Sono tutti soldi miei e dei miei donatori”, ha dichiarato, pur riconoscendo un contributo pubblico per la sicurezza della struttura. Repubblicani e amministrazione stanno inoltre valutando nuovi stanziamenti per la protezione delle figure istituzionali, mentre i lavori proseguono sul sito della futura costruzione.
Guerra Iran, Trump fissa una nuova scadenza: “Teheran ha 2-3 giorni per decidere”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha fissato un termine molto ristretto per arrivare a un’intesa con l’Iran sul programma nucleare, sottolineando come un eventuale accordo potrebbe contribuire a chiudere l’attuale fase di tensione. In un incontro con la stampa alla Casa Bianca, ha indicato una scadenza ravvicinata: “Dico due o tre giorni. Forse venerdì, sabato, domenica. Qualcosa forse all’inizio della prossima settimana. Un lasso di tempo limitato”, delineando così un margine negoziale estremamente breve.
Secondo quanto riportato, diversi Paesi alleati del Medio Oriente avrebbero chiesto a Washington di rallentare eventuali azioni militari, convinti che i colloqui siano vicini a un punto di svolta. Trump ha infatti parlato di “sviluppi molto positivi” nei negoziati, aggiungendo che esisterebbe una concreta possibilità di raggiungere un’intesa che impedisca all’Iran di dotarsi di armi nucleari.
In questo contesto ha anche riferito di pressioni diplomatiche ricevute da vari leader regionali, dichiarando: “Mi è stato chiesto dall’Emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, dal principe ereditario dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman Al Saud, e dal presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyan, di sospendere il nostro previsto attacco militare contro l’Iran, programmato per martedì 19 maggio poiché sono in corso seri negoziati” e sottolineando che un accordo sarebbe “pienamente accettabile per gli Stati Uniti d’America, così come per tutti i Paesi del Medio Oriente e non solo”. Ha inoltre ribadito la linea della Casa Bianca: “Questo accordo includerà, cosa fondamentale, nessuna arma nucleare all’Iran”.