La Premier italiana è intervenuta durante il G9 che si sta tenendo a Spalato in Croazia ed ha toccato un argomento tanto caro ai cittadini ovvero il caro carburante spiegando come vorrebbe intervenire e come le manovre di aiuto sono state applicate dagli esercenti nel nostro paese e di come speri che venga mantenuto il tetto ai valori per diesel e benzina.
A disposizione 160 milioni per eventuali interventi
Giorgia Meloni è entrata nel vivo del tema delle accise mobili che permetterebbero di far ridurre i prezzi dei carburanti, sia diesel che benzina, quando è possibile. Curioso che questo venga detto dopo che oggi è stato definitivamente tolto lo sconto di 6 centesimi sul diesel.
Ma il solo parlarne testimonia come vi sia un’attenzione verso la crescita dei prezzi, gonfiata anche dall’inflazione e di come il principale volere è permettere ai cittadini di utilizzare i propri mezzi senza che questi diventino un salasso in termini di gestione.
Eni risponde alla Premier sul Price Cap
Meloni ha subito gridato al ripristino del Price Cap ovvero il tetto al prezzo dei carburanti che inizialmente Eni aveva istituito, abbassando la benzina a 1,99 euro/litro e il diesel a 2,19 ma la risposta di Eni stessa non si è fatta attendere.
“Manteniamo prezzi sostenibili, il price cap serve per picchi”, così ha risposto, come riporta TGCom24, la compagnia petrolifera italiana, di cui un 33% è controllato dallo Stato italiano, mettendo di fatto a tacere il ritorno di questa possibilità grazie a prezzi tornati accessibili per gli italiani.
Sarà importante quindi capire e verificare l’andamento dei prezzi dei carburant i nei prossimi giorni, considerato che il price cap verrà mantenuto sino al 28 ottobre da Eni e da altre compagnie che hanno pompe nel nostro paese. Un picco inatteso sarebbe una delusione per i cittadini che sperano nel mantenimento dei prezzi almeno sino alla data stabilita inizialmente.
