Un post pubblicato sui social da Debora Piazza, consigliera comunale della Lega a Barzanò, in cui venivano richiamati scenari di violenza contro Elly Schlein ha provocato un caso politico immediato, con la sospensione dagli incarichi nel partito e le successive dimissioni dal Consiglio comunale.
Il post choc di Debora Piazza contro Elly Schlein
, esponente leghista del consiglio comunale di Barzanò (provincia di Lecco), ha lasciato il proprio incarico dopo essere stata travolta dalle polemiche per un post pubblicato sui social. Il messaggio, diffuso il 22 maggio, commentava la presenza della segretaria del Partito Democratico Elly Schlein a un evento elettorale a Lecco, durante la campagna del candidato sindaco Mauro Gattinoni, e conteneva espressioni giudicate offensive e di forte gravità, con riferimenti che avevano suscitato immediate reazioni politiche.
Nel post, Piazza aveva scritto una frase poi finita al centro delle contestazioni, in cui evocava scenari violenti collegati alla strage di Modena, suscitando indignazione trasversale. “Non abbiamo qualcuno che guida con problemi di depressione disoccupato che offende i cristiani che passa di lì e ci fa un favore?“.
Dopo lo scoppio del caso, la consigliera era stata sospesa da ogni incarico all’interno della Lega.
La decisione era stata accompagnata da prese di distanza nette da parte dei vertici locali del partito, tra cui il capogruppo Edoardo Colzani e il segretario provinciale Daniele Butti, che avevano condannato qualsiasi riferimento a contenuti di odio o violenza. Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni era intervenuta esprimendo solidarietà a Schlein e definendo appropriata la risposta del partito di Salvini.
Post choc contro Elly Schlein: si dimette la consigliera della Lega Debora Piazza
Come riportato dall’Ansa, a seguito della sospensione, Piazza ha poi formalizzato anche le dimissioni dal ruolo di consigliera comunale di minoranza. L’atto è stato protocollato e verrà ufficialmente preso in esame nella prossima seduta del Consiglio comunale di Barzanò, convocata per l’11 giugno, quando ne sarà completata la presa d’atto istituzionale.