Brooke Day aveva 22 anni. Australiana, in vacanza in Giappone. Stava andando a fare snowboard allo Tsugaike Mountain Resort di Otari, nella prefettura di Nagano.
Incidente seggiovia Giappone, la mattina che doveva essere una discesa come tante
Una routine, più o meno. Scarponi, tavola, lo zaino sulle spalle. Poi qualcosa va storto.
Un dettaglio minuscolo, una fibbia. Secondo quanto ricostruito, la fibbia dello zaino resta impigliata nel carrello dell’impianto di risalita. Non subito. Non in modo evidente.
È lì che si consuma il dramma, l’incidente sulla seggiovia in Giappone. Brooke scende, o almeno prova a farlo ma succede l’impensabile, lo zaino resta agganciato e purtroppo il suo corpo no. Rimane sospesa a mezz’aria, trattenuta solo da quella maledetta cinghia. Viene trascinata mentre l’impianto continua a muoversi, qualcuno se ne accorge. il personale preme il pulsante di emergenza. La corsa si ferma ma per lei sembra essere già troppo tardi.
I soccorsi arrivano subito e Brooke viene assistita sul posto e poi caricata su un’ambulanza. Ha avuto un arresto cardiaco, riferiscono i media. In ospedale, poco dopo la tragedia, la ragazza muore.
Incidente seggiovia Giappone, le reazioni ufficiali e l’indagine in corso
Dopo l’incidente, partono le comunicazioni ufficiali. I comunicati. Le frasi pesate. Il Dipartimento degli Affari Esteri e del Commercio australiano esprime il proprio cordoglio. “Inviamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia in questo momento difficile”, ha dichiarato un portavoce, secondo quanto riportato dalla CNN. Una dichiarazione breve. Ma inevitabile.
Anche dal resort arrivano parole formali. Il direttore generale Tsuneo Kubo, intervistato dalla ABC, spiega che la società sta collaborando con la polizia locale. “Continueremo a collaborare pienamente con la polizia e le autorità competenti nelle loro indagini”, afferma, “lavorando allo stesso tempo per stabilire un quadro operativo più sicuro”. Una promessa. O almeno un impegno.
Kubo aggiunge che lo skilift riprenderà a funzionare solo dopo il completamento delle indagini e dopo l’introduzione delle misure di sicurezza necessarie. Anche questo riportato dalla ABC. Intanto l’impianto resta fermo. Le piste continuano. Ma qualcosa, lì, è cambiato.
Brooke Day era in vacanza, con gli amici, sembrerebbe non esserci stata nessuna imprudenza forse solo una terribile concatenazione di eventi. Una cintura non fissata. Una fibbia. Un sistema meccanico che non perdona. L’incidente accaduto in seggiovia in Giappone ora è al centro delle verifiche delle autorità locali, mentre dall’altra parte del mondo una famiglia piange una figlia che non tornerà più.