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#Giffoni50Plus, Francini e Calabresi conquistano i giffoner

Roma, 24 lug. (askanews) – Ancora grandi ospiti a #Giffoni50Plus. L’attore Paolo Calabresi ha incontrato i giurati nella Sala Truffaut, rispondendo alle domande dei giffoner in presenza, e dai vari hub presenti in Italia e all’estero.

Calabresi ha definito Giffoni “un’avventura pionieristica”, “un posto magico, dove c’è gente che fa il cinema e ci siete voi che fate domande. L’arte si fa in due, chi la interpreta e chi la fruisce.

Se la Gioconda non la guardasse nessuno resterebbe nello studio di Leonardo”, ha detto.

L’incontro si è aperto con un tributo a Libero De Rienzo, l’attore scomparso da qualche giorno e con cui Calabresi ha condiviso vari set, tra cui la saga di “Smetto quando voglio”. “Mancherà – ha detto – ma al cinema con la C maiuscola”, riferendosi al fatto che fosse un attore sottovalutato negli ultimi tempi. Immancabile la citazione di Biascica, uno dei ruoli cult di Calabresi che riprenderà in Boris, con la quarta stagione prossimamente su Disney+: “Mi sono ispirato ad un macchinista sul set di Distretto di polizia – ha confessato – che vendeva di tutto ai colleghi, incluso il pesce.

L’ho raccontato agli sceneggiatori e quel dettaglio è finito nella serie, con Duccio che vende i saraghi” ha svelato.

Oltre a Calabresi sono sbarcati a Giffoni anche gli artefici del programma cult, in onda su Rai 2 in seconda serata, “Una pezza di Lundini”: Valerio Lundini, Emanuela Fanelli e Giovanni Benincasa, che hanno conquistato la IMPACT! e si sono divertiti a loro volta. Con tanto di sorpresa finale da portare a casa: il ritratto di ognuno realizzato dai giffoner.

Il gruppo ha parlato del programma e Lundini ha svelato la ricetta del successo: “Se una cosa diverte noi in prims, basta farla. Spesso le idee più irruente sono anche carine, più di quelle a cui si pensa per mesi”. Nessuno dei tre, all’inizio, sapeva cosa aspettarsi. “Quando abbiamo fatto il programma non abbiamo pensato ai social – ha raccontato Fanelli – abbiamo solo pensato: fa ridere? Abbiamo fatto quello che faceva ridere a noi”. È a Benincasa che la IMPACT! ha chiesto consigli su come provare a intraprendere la carriera di autore televisivo. “La vita è fatta di incontri – ha premesso – ma poi oggi c’è il web, ed è tutto là. La televisione sta morendo, perciò consiglierei di sperimentare nel web le vostre idee. Poi c’è il teatro e soprattutto c’è il cinema, che è eterno”.

E’ stata ospite di IMPACT! anche la vulcanica Chiara Francini. Il suo incontro si è trasformato in un viaggio tra poeti e attivisti, una pluralità di voci tra presente e passato. L’attrice ha parlato del suo romanzo, “Il cielo stellato fa le fusa” (Rizzoli), raccontato dalla voce narrante del suo gatto Rollone. “Giffoni è il festival più bello al mondo” ha detto subito ai ragazzi. Francini in estate si dividerà tra teatro e presentazioni del libro: “Il palco – ha confessato – mette a contatto con le emozioni e quindi continuo a farlo. È stancante ma tengo botta, perché c’è voglia di ricominciare, c’è fame di condivisione dopo questi due anni quasi in freezer, ghiacciati”.

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