Il ministro Guido Crosetto ha avvertito come ogni tensione o rischio di guerra nello Stretto di Hormuz possa far salire immediatamente i prezzi dell’energia e dei trasporti, sottolineando la fragilità del sistema economico globale, mentre il conflitto con l’Iran è ormai esploso e ha già interrotto flussi e navigazione.
Lo Stretto di Hormuz: snodo per l’approvvigionamento energetico mondiale
Lo Stretto di Hormuz è uno dei passaggi marittimi più importanti del pianeta, un vero snodo per l’approvvigionamento energetico mondiale. Attraverso queste acque, larghe appena 39 km nel punto più stretto, transita circa il 20% del petrolio globale, pari a 17-20 milioni di barili al giorno, insieme a oltre il 30% del commercio internazionale di gas naturale liquefatto (GNL). Collegando il Golfo Persico al Mar Arabico, questa rotta è vitale per Paesi come Cina, Giappone, India ed Europa, che dipendono fortemente dalle importazioni di idrocarburi. La sua posizione tra Iran e Oman lo rende estremamente sensibile a tensioni politiche e militari: minacce o incidenti in quest’area hanno effetti immediati sulle quotazioni internazionali dell’energia.
Guerra, Crosetto avverte: “Pesanti effetti su prezzi e trasporti”
Come ha ricordato il ministro della Difesa, Guido Crosetto: “si tratta di una delle principali arterie energetiche del sistema economico internazionale”, sottolineando la centralità strategica dello stretto per la sicurezza energetica globale.
Le tensioni nello Stretto generano effetti concreti sui mercati: ogni riduzione reale o percepita del traffico marittimo provoca rialzi immediati del petrolio e del GNL, risorse fondamentali per l’industria e il riscaldamento domestico in Europa e Asia. Parallelamente, le compagnie di navigazione devono far fronte a premi assicurativi più elevati, dovuti ai rischi legati a possibili attacchi o incidenti, con costi di trasporto che possono crescere fino al 30-40%, come evidenziato da Crosetto: “già una riduzione parziale o un aumento percepito è sufficiente a creare un effetto immediato sui prezzi e una contrazione dei premi assicurativi e un aumento significativo sui costi dei trasporti”. L’aumento dei costi logistici si riflette lungo tutta la catena commerciale, con possibili ripercussioni inflazionistiche su beni di consumo e materie prime.
Oltre agli impatti economici, la regione presenta anche sfide geopolitiche: la presenza militare internazionale, la sorveglianza delle rotte e le strategie di diversificazione energetica diventano strumenti essenziali per garantire continuità delle forniture. L’informativa del ministro evidenzia come le crisi regionali possano avere conseguenze sistemiche, facendo dello Stretto di Hormuz una priorità per la politica estera e la sicurezza energetica dell’Italia e dell’intera comunità internazionale.