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Guerra in Iran, pioggia nera su Teheran: che cosa sta accadendo e quali rischi comporta

Guerra pioggia nera Teheran

Teheran tra guerra e pioggia nera: emergenza ambientale e sanitaria dopo gli attacchi agli impianti petroliferi.

Con la guerra in atto, Teheran è stata recentemente avvolta da una nube nera dopo attacchi contro impianti petroliferi iraniani, dando origine a quella che gli esperti definiscono “pioggia nera”. Questo fenomeno, derivante dalla combustione del greggio e dalla formazione di acido solforico, rappresenta un allarme sia ambientale che sanitario, con rischi immediati e a lungo termine per la popolazione e l’ecosistema.

Allarme ambientale a Teheran: cos’è la pioggia nera dopo gli attacchi

Una densa nube scura ha avvolto Teheran nelle ultime ore, generando ciò che gli esperti definiscono “pioggia nera” a seguito dei raid contro impianti petroliferi iraniani condotti da forze statunitensi e israeliane. I video e le testimonianze dalla capitale mostrano un cielo oscurato e la caduta di precipitazioni oleose e nere. Frederik Pleitgen, inviato della Cnn, ha spiegato che l’acqua piovana “è in realtà nera, anche satura, a quanto pare, di petrolio”.

La Mezzaluna Rossa iraniana ha messo in guardia la popolazione, invitando a rimanere in casa, poiché le precipitazioni conterrebbero sostanze altamente tossiche, tra cui idrocarburi, polveri sottili Pm 2.5 e composti aromatici policiclici (IPA), noti per la loro cancerogenicità. La combustione del greggio, ricco di zolfo, produce biossido di zolfo (SO₂) e ossidi di azoto (NOx) che, a contatto con l’acqua, generano acido solforico. Come sottolinea il dottor Shayoras Deoras dell’Università di Reading: “la combustione del petrolio crea composti di zolfo e azoto che possono portare alla formazione di acido al contatto con l’acqua piovana”.

Guerra in Iran: quali sono i possibili effetti della pioggia nera

Gli effetti della pioggia nera non si limitano alla sola contaminazione visibile. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, attraverso il portavoce Christian Lindmeier, ha evidenziato che “la pioggia nera e la pioggia acida rappresentano davvero un pericolo per la popolazione, principalmente per le vie respiratorie”. L’esposizione prolungata a queste sostanze può causare problemi respiratori, cardiovascolari e un incremento del rischio di tumori, con conseguenze anche neurologiche. L’impatto si estende inoltre all’ecosistema: la vegetazione assorbe acqua contaminata, diventando più vulnerabile a parassiti e malattie, mentre la fauna acquatica rischia un forte declino.

Oltre ai danni immediati, gli esperti avvertono che le sostanze tossiche penetrate nel terreno e nelle falde acquifere possono entrare nella catena alimentare, trasformando il suolo fertile in un veicolo di contaminazione a lungo termine. Il carbonio nero disperso nell’atmosfera contribuisce anche all’aumento della fusione dei ghiacciai, riducendo la capacità della superficie terrestre di riflettere la luce solare. La contaminazione persistente, anche quando la nube e la pioggia non sono più visibili, rischia quindi di provocare effetti devastanti sia per la salute umana sia per l’ambiente.