La seduta dei listini europei del 2 novembre 2026 si è aperta sotto il segno della prudenza, con gli operatori che hanno spostato l’attenzione sui risultati elettorali di midterm negli Stati Uniti e sui prossimi indicatori macroeconomici. Madrid ha fatto meglio degli altri indici principali, ma la giornata è stata contraddistinta da scambi cauti e movimenti decisi nelle materie prime.
Nel frattempo, il mercato obbligazionario ha registrato un lieve rasserenamento: il differenziale tra il BTP decennale e il Bund tedesco si è ridotto e i rendimenti hanno mostrato una flessione moderata. Sull’asse valutario, l’euro si è rafforzato verso il dollaro, mentre il prezzo del petrolio ha segnato una discesa apprezzabile dopo sviluppi diplomatici e decisioni sulle produzioni dell’OPEC+.
Andamento degli indici e dell’obbligazionario il 2 novembre 2026
Le principali piazze europee hanno chiuso o viaggiato in territorio positivo o lievemente contrastato: Madrid ha guadagnato circa il 1,1%, seguita da Milano con un +0,5%, Parigi con +0,45%, Francoforte +0,4% e Londra +0,1%. La cautela è stata l’elemento dominante, alimentata dall’attesa per i dati Pmi e Ism statunitensi attesi nel pomeriggio e dal voto di medio termine negli Usa.
Sul fronte dei titoli di Stato, lo spread Btp-Bund si è attestato attorno a 115-116 punti base, in calo rispetto ai 118 punti della chiusura precedente. Il rendimento del BTP decennale benchmark è sceso a circa il 4,49% mentre il Bund si è collocato intorno al 3,31%, contribuendo a ridurre il differenziale. Questi movimenti riflettono una lieve riduzione della pressione sui titoli italiani e una maggiore propensione al rischio da parte di alcuni operatori.
Indicatori macro e valute
L’euro ha mostrato un moderato rafforzamento, scambiando vicino a 1,12 sul dollaro (circa 1,1191), e si è mosso intorno ai 176,61 yen. Il dollaro/yen si è posizionato a circa 157,81. Sul fronte delle criptovalute, Bitcoin ha continuato a perdere terreno dopo un recente attacco informatico che ha influenzato l’attività degli operatori, con quotazioni intorno a 77.000 dollari.
Titoli, settori e materie prime: chi sale e chi scende
Tra i titoli di settore, il comparto aereo ha brillato: Air France-KLM è salita di circa il 4% in vista della pubblicazione dei conti del 5 novembre, mentre Ryanair ha guadagnato oltre il 3% dopo aver confermato l’obiettivo di raggiungere 300 milioni di passeggeri entro il 2034. Anche il gruppo IAG, che riunisce British Airways e Iberia, ha mostrato un progresso vicino al 3% in avvicinamento alla pubblicazione dei risultati il 6 novembre.
Le società ferroviarie e del turismo hanno beneficiato di aspettative favorevoli sulla domanda di viaggi, mentre il comparto energetico ha segnato una giornata negativa. I petroliferi come BP, Shell, Eni, Repsol e TotalEnergies hanno registrato variazioni negative, tutte inferiori al punto percentuale, in scia al calo dei prezzi del greggio e alla prospettiva di ripresa dei colloqui diplomatici tra Stati Uniti e Iran.
Prezzi delle commodity e impatto sui titoli
Il petrolio ha subito un calo significativo: il Brent è tornato intorno a 109-110 dollari al barile (-3,9%/-6,4% a seconda dei riferimenti), mentre il WTI si è mosso vicino a 100-101 dollari (-3,2%/-4,2% registrato in alcune rilevazioni). Il gas naturale europeo è sceso anch’esso, attestandosi attorno a 100-101 euro al MWh. Anche l’oro ha registrato movimenti al ribasso nelle quotazioni spot, riflettendo la rotazione degli investitori verso asset correlati alla liquidità.
Questo contesto ha penalizzato le utility e i titoli legati all’energia: ad esempio A2A ha mostrato un calo superiore al 2%, mentre altre società del settore sono risultate più caute. Anche il settore automobilistico ha presentato segni di debolezza con ribassi contenuti per nomi come Porsche, Volkswagen, Stellantis e Renault.
In ambito bancario e finanziario il quadro è stato misto: buone performance per alcuni istituti come Santander, Unicredit, Bper e Mps, mentre altri gruppi hanno chiuso la seduta in lieve calo. Tra le mid e small cap italiane si sono distinti titoli come Juventus, Technogym, D’Amico e Webuild, che hanno registrato progressi, mentre Iren e Caltagirone hanno riportato le flessioni più marcate.
La settimana resterà monitorata per i dati PMI dell’Unione europea e degli Stati Uniti, e per la pubblicazione dei conti societari chiave nelle prossime giornate: elementi che potranno ridefinire la direzione di mercato nei giorni successivi al voto di midterm.
