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Il voto scritto contro Darline Graham nella corsa al Senato

Il voto scritto contro Darline Graham nella corsa al Senato

Giovani conservatori sfidano la scelta di Trump con una candidatura write‑in al Senato della South Carolina

Le elezioni di metà mandato del 3 novembre hanno acceso i riflettori su un seggio del Senato tradizionalmente sicuro per i repubblicani. Dopo la morte del senatore Lindsey Graham avvenuta il 11 luglio, la sorella minore Darline Graham è stata nominata a coprire il resto del mandato, una prima nella storia del Congresso: nessun fratello o sorella aveva mai assunto il posto di un senatore deceduto.

Il presidente Donald Trump ha colto l’occasione per sostenere apertamente la nuova candidata, pubblicando sul suo profilo Truth Social il messaggio “RUN, DARLINE, RUN!” e promettendo un “endorsement completo e totale”. Tre giorni dopo, Darline ha confermato la sua intenzione di concorrere per un mandato di sei anni, trasformando una nomina temporanea in una campagna elettorale a ritmo accelerato.

Il malcontento dei giovani repubblicani

Avery Milton, 28-enne originario di Charleston, ha votato per Trump nelle ultime tre elezioni presidenziali, convinto dalle promesse di “America First”. Tuttavia, l’annuncio di un coinvolgimento militare negli scontri iraniani ha spezzato la fiducia del giovane elettore. “He stabbed us in the back during his second term”, ha raccontato a una testata internazionale, sottolineando come la decisione di Trump di avviare una nuova guerra abbia violato la sua promessa di evitare conflitti.

Milton non è solo: molti dei suoi coetanei, ormai in fase di costruzione familiare e ingresso nel mercato del lavoro, condividono lo stesso sentimento di delusione. La frattura si è tradotta in un movimento organizzato che cerca alternative al candidato sostenuto dal presidente.

Il movimento Write-In Ralph

In risposta alla percepita imposizione di Darline Graham, Milton ha co-fondato il progetto “Write-In Ralph”, una campagna digitale volta a raccogliere firme e aumentare la visibilità di Ralph Norman, rappresentante del quinto distretto congresso-statale. Norman, che ha vinto la primaria repubblicana contro Graham, è rimasto riluttante a unirsi alla sua ex concorrente, dichiarando al The Wall Street Journal: “You have to earn the vote. She hasn’t done that”.

Il voto write-in è una procedura riservata a chi vuole esprimere insoddisfazione verso i candidati ufficiali: sebbene raramente conduca a vittorie, l’esempio di Lisa Murkowski in Alaska nel 2010 dimostra che è possibile. Nelle elezioni del Senato del 2022 nella South Carolina, le schede write-in hanno rappresentato solo lo 0,1 percento del totale.

Il ruolo degli elettori indipendenti e le previsioni elettorali

Un recente sondaggio del New York Times/Siena College ha rivelato che il 30 % degli elettori della South Carolina si definisce indipendente. In questa fascia, la candidata democratica Annie Andrews supera di 20 punti Darline Graham. La stessa indagine indica un pari 48 % di preferenza tra Graham e Andrews, rendendo la corsa estremamente competitiva.

L’approvazione di Trump, che scivola intorno al 37 % – il livello più basso per un presidente a metà mandato negli ultimi cinquant’anni – influenza negativamente anche i candidati repubblicani. Il caso di Darline Graham evidenzia come l’appoggio presidenziale non basti a consolidare l’unità del partito, soprattutto in aree come l’Upstate, dove i sostenitori di Norman lamentano l’assenza di incontri diretti con gli elettori.

Il record di schede anticipate nella South Carolina, con quasi 950 000 voti prima del giorno delle elezioni, dimostra un alto coinvolgimento popolare. Tuttavia, la divisione interna e la crescita degli elettori indipendenti lasciano spazio a una possibile svolta storica: la vittoria di un democratico in un senatore storico per i repubblicani dal 1998.

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