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Kimi Antonelli campione del mondo di Formula 1: l'Italia vince dopo 73 anni

Kimi Antonelli campione del mondo di Formula 1: l'Italia vince dopo 73 anni

Kimi Antonelli campione del mondo a soli 20 anni: il trionfo in Messico, la festa con la Mercedes e il ritorno dell'Italia sul tetto della Formula 1 dopo 73 anni.

A soli 20 anni, Kimi Antonelli è campione del mondo di Formula 1 e firma un’impresa destinata a entrare nella storia dello sport italiano. Il terzo posto ottenuto al Gran Premio del Messico permette al pilota bolognese della Mercedes di conquistare il titolo con quattro gare d’anticipo, riportando il tricolore sul gradino più alto dopo 73 anni.

Un trionfo tra lacrime, emozioni e festeggiamenti che interrompe una lunghissima attesa dai tempi di Alberto Ascari.

Dalle difficoltà iniziali al trionfo: la stagione straordinaria di Kimi Antonelli

La conquista del titolo arriva al termine di un campionato nel quale Antonelli è riuscito a superare ogni aspettativa, lasciandosi alle spalle anche le perplessità emerse durante la sua prima esperienza nella massima categoria.

Dopo alcune difficoltà iniziali e le critiche legate alla sua capacità di adattarsi a una scuderia prestigiosa come Mercedes, il bolognese ha trovato progressivamente il ritmo giusto, migliorando gara dopo gara e dimostrando una maturità sorprendente per la sua età.

Tra le prestazioni più significative della stagione spicca quella di Monza, lo scorso settembre, quando Antonelli è riuscito a vincere partendo dal fondo della griglia, conquistando anche il pubblico ferrarista.

Il suo percorso sportivo è iniziato nell’ambito dell’ACI Team Italia, prima di entrare nell’Academy Mercedes, che ha creduto nelle sue potenzialità accompagnandolo fino alla Formula 1. Un risultato che ha suscitato anche l’entusiasmo del presidente dell’Automobile Club d’Italia, Geronimo La Russa, tra i primi a congratularsi con il neo campione: «L’Italia è tornata. Oggi non celebriamo solo un campione: celebriamo la fine di un’attesa durata troppo tempo».

Il confronto con Alberto Ascari assume un significato ancora più speciale: il campione del passato correva con monoposto dalla potenza inferiore ai 200 cavalli e standard di sicurezza molto diversi da quelli attuali. Antonelli ha invece conquistato il Mondiale nell’era delle vetture ibride e della tecnologia avanzata, con monoposto capaci di avvicinarsi ai mille cavalli. Due generazioni lontanissime, unite dallo stesso traguardo: riportare l’Italia sul tetto della Formula 1.

Kimi Antonelli campione del mondo di Formula 1: l’Italia torna a vincere dopo 73 anni

Le lacrime nell’abitacolo della Mercedes, poi gli abbracci con la famiglia, i compagni di squadra e gli avversari. Andrea Kimi Antonelli è campione del mondo di Formula 1 a soli 20 anni, riportando il titolo piloti in Italia dopo una lunga attesa di 73 anni. L’ultimo a riuscire nell’impresa era stato Alberto Ascari, che aveva conquistato il Mondiale nel 1952 e nel 1953 al volante della Ferrari. La storia si è compiuta al Gran Premio del Messico, dove il giovane talento bolognese ha ottenuto i punti necessari per assicurarsi matematicamente il titolo con quattro gare ancora da disputare. Antonelli ha tagliato il traguardo in terza posizione, alle spalle di Max Verstappen, vincitore della gara con la Red Bull, e di Lewis Hamilton su Ferrari. Quarta l’altra Rossa di Charles Leclerc. Una volta terminata la corsa, il ventenne non è riuscito a trattenere la commozione, dando il via ai festeggiamenti insieme a tutto il team Mercedes e ai due campioni che lo hanno accompagnato sul podio.

«Ce l’abbiamo fatta. Non starei qui senza la Mercedes e la mia famiglia, sono grato a loro», ha dichiarato a caldo. Poi ha aggiunto: «È stata una stagione incredibile, come è incredibile e pazzesco condividere il podio con campioni come Hamilton e Verstappen. Grazie mille Messico». Il pilota ha raccontato anche di aver avvertito una tensione particolare durante il fine settimana: «Sono felicissimo di esserci riuscito e di potermi godere il resto della stagione». Un successo che rappresenta un passaggio storico per l’automobilismo nazionale e che consegna ad Antonelli un posto speciale nella storia della Formula 1.

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