Il 29 ottobre del 2026 la piattaforma di scambio Binance è stata vittima di un attacco informatico senza precedenti, durante il quale gli aggressori hanno trafugato circa 6,3 miliardi di dollari dagli hot-wallet distribuiti su diverse blockchain. La blitz-operazione è durata meno di venti minuti, consentendo di prelevare la maggior parte dei fondi in appena quattro ore.
L’incidente ha immediatamente determinato la sospensione temporanea della funzione di prelievo, mentre i depositi sono rimasti attivi per permettere agli utenti di spostare capitali in attesa di chiarimenti.
Tre giorni dopo, il 1° novembre, Binance ha annunciato la riapertura controllata dei prelievi, iniziando dalla rete Bitcoin. La scelta di riattivare una catena alla volta è volta a garantire controlli di sicurezza approfonditi prima di rendere nuovamente disponibili gli altri asset, evitando ulteriori vulnerabilità.
Il processo prevede un monitoraggio costante dei volumi, con la consapevolezza che l’alto flusso di richieste potrebbe provocare ritardi temporanei. Parallelamente, l’exchange ha confermato che le proprie riserve hanno già coperto circa il 95 % dell’importo sottratto, grazie a una dotazione di 6,34 miliardi di dollari accantonati per far fronte all’emergenza.
Procedura di riattivazione a rete per rete
Il primo passo è stato la riapertura della rete Bitcoin, considerata pilastro di riferimento per la maggior parte dei trader. Una volta verificata l’integrità dei sistemi, Binance ha gradualmente sbloccato le successive blockchain, includendo Ethereum e BNB, tra le altre. Ogni fase è accompagnata da audit interno e da test anti-phishing, con l’obiettivo di identificare eventuali anomalie prima che i fondi degli utenti vengano nuovamente messi a disposizione. Nonostante l’attuale disponibilità dei prelievi, Binance ha segnalato che i volumi hanno mostrato una forte impennata iniziale per poi stabilizzarsi, rispettando le previsioni operative.
Dati di flusso: prelievi, depositi e deflusso netto
Nel periodo di riapertura, gli utenti hanno effettuato prelievi per un valore complessivo di 4,649 miliardi di dollari, mentre i depositi sono ammontati a 1,01 miliardi. Il risultato netto è un deflusso di circa 3,64 miliardi di dollari, una cifra che evidenzia l’urgenza di rimuovere capitali dal mercato dopo l’attacco. Binance ha comunicato che, dopo l’impennata iniziale, il ritmo dei prelievi è tornato a livelli più contenuti, segno di una graduale ricostruzione della fiducia tra gli utenti.
Ripercussioni sui mercati e risposta delle autorità
Il furto ha generato un impatto immediato sui principali indici cripto: il prezzo del Bitcoin ha registrato una flessione superiore al 3 %, toccando il minimo di sei settimane intorno a 76 000 dollari, mentre Ethereum e BNB hanno subito decrementi analoghi. Le posizioni a leva sono state le più colpite: le liquidazioni hanno superato i 628 milioni di dollari in un’unica ora, con un predominio di operazioni long. L’FBI, analizzando le tracce digitali, ha attribuito la responsabilità al gruppo nordcoreano denominato TraderTraitor, invitando inoltre le piattaforme a bloccare gli indirizzi coinvolti.
Nel frattempo, le controparti del settore hanno congelato una stima compresa tra 2,7 e 3 miliardi di dollari, riducendo così il margine di manovra dei criminali. La combinazione di azioni preventive, la copertura del 95 % delle perdite da parte di Binance e la riapertura controllata dei prelievi rappresentano un passo cruciale verso la stabilizzazione del mercato cripto, fornendo agli investitori una nuova base di fiducia dopo il più grande furto della storia.
