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Ferro e mestruazioni: può influenzare il ciclo?
Salute

Ferro e mestruazioni: può influenzare il ciclo?

Durante le mestruazioni, a causa dell'abbondante perdita di sangue, alcune donne possono soffrire di carenza di ferro.

Ferro e mestruazioni: può influenzare il ciclo?

Le mestruazioni sono un evento normale nella vita di una donna. Consistono nella perdita mensile di sangue dalla vagina. La durata delle perdite può variare dai tre ai sette giorni, così come la quantità di sangue espulso può variare da una media di 35 ml in cicli regolari ad oltre gli 80 ml in cicli abbondanti.

Ferro e mestruazioni

Molte donne, a causa del flusso abbondante, perdono, insieme al sangue, grandi quantità di ferro. Bisognerebbe in queste circostanze assumere degli integratori di ferro per mantenerne ottimale il livello nel sangue. Ma perché è così importante?

Importanza

Il ferro è un elemento indispensabile per il nostro organismo. Fondamentale per fissare l’emoglobina, la proteina presente nei globuli rossi che permette il trasporto dell’ossigeno a tutti i tessuti, e la mioglobina, proteina deputata a fissare l’ossigeno all’interno dei muscoli viene anche utilizzato da diversi enzimi che svolgono ruoli importanti in numerose reazioni metaboliche.

Effetti

Durante il ciclo mestruale ad ogni ml di sangue perso si accompagna una perdita pari a circa 0,5 mg di ferro.

È molto difficile quantificare la quantità di sangue espulso durante le mestruazioni. Possiamo calcolare una quantità compresa tra i 30 ed i 60 ml a mestruazione. Molte donne possono perderne molto meno o molto di più. Inoltre bisogna ricordare che solo il 10% del ferro ingerito con gli alimenti viene effettivamente assorbito dal nostro organismo.

Come risultato, le donne in età fertile possono soffrire di carenze di ferro. Quando le riserve si abbassano, diminuisce l’efficienza del sistema immunitario e i tessuti vengono poco ossigenati. Conseguenze sono stanchezza, spossatezza, astenia, pallore, mal di testa, perdita dei capelli, abbassamento del tono muscolare, la sindrome delle gambe senza riposo, svenimenti, predisposizione alle infezioni ecc. La carenza di ferro influisce negativamente anche sulla capacità di concentrarsi e, di conseguenza, sul rendimento scolastico e lavorativo.

Fonti naturali

Un’alimentazione corretta è utile per sopperire a queste perdite mensili. Una dieta ipocalorica, povera di alimenti di origine animale o troppo ricca di verdure e cibi integrali, favorisce l’insorgenza di stati carenziali.

Il rischio aumenta se si pratica attività fisica intensa. In queste condizioni, dopo aver consultato un parere medico, potrebbe essere d’aiuto un supplemento dietetico a base di ferro.

Il ferro si trova in molti alimenti facilmente reperibili. Tra questi carne rossa, pollame, fegato, cuore, lingua, pesce (per esempio salmone, molluschi, ostriche), legumi (fagioli secchi, piselli), cavoli, broccoli, asparagi, pesche, albicocche, uvetta, frutta secca, pane bianco, pasta, cereali e riso. Esempi di legumi sono fagioli, fagioli secchi, piselli e fagioli in scatola.

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