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Incendio a Crans-Montana: l'ambasciatore italiano denuncia la tragedia evitabile

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Il dramma di Crans-Montana ha tristemente causato la morte di sei giovani italiani durante le celebrazioni di Capodanno, un evento che ha scosso profondamente la comunità.

La notte di Capodanno, l’incendio che ha colpito il bar Le Constellation a Crans-Montana ha trasformato una serata di festa in una tragedia inaspettata. La comunità italiana è in lutto per la perdita di sei giovani, tutti di età compresa tra i quindici e i sedici anni, le cui vite sono state spezzate in un attimo.

Le vittime sono state identificate: Achille Barosi, Giovanni Tamburi, Emanuele Galeppini, Chiara Costanzo, Sofia Prosperi e Riccardo Minghetti. Il futuro di questi ragazzi, ricco di promesse, è andato perduto tra le fiamme che hanno avvolto il locale durante i festeggiamenti. Le famiglie, distrutte dal dolore, attendono ora il rimpatrio delle salme, previsto per oggi.

Il bilancio della tragedia

Il numero delle vittime italiane è purtroppo definitivo. L’analisi del DNA ha confermato le identità, spegnendo ogni speranza di trovare sopravvissuti. Oggi, cinque delle sei salme saranno riportate in Italia grazie a un volo dell’Aeronautica Militare. La cerimonia di commemorazione tenutasi domenica mattina a Crans-Montana ha visto la partecipazione di molti, uniti nel ricordo di questi giovani.

Reazioni ufficiali

L’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, ha espresso la sua profonda tristezza, definendo l’accaduto come una tragedia evitabile. Ha sottolineato l’importanza di una maggiore sicurezza e di misure preventive che avrebbero potuto evitare questa catastrofe. Le notizie sui feriti, tutti giovanissimi, continuano a destare preoccupazione: attualmente, all’ospedale Niguarda di Milano, ci sono 11 pazienti, di cui sette in condizioni gravi.

Le indagini e le responsabilità

Le autorità svizzere hanno avviato un’inchiesta per chiarire le cause dell’incendio. I gestori del locale, Jacques Moretti e Jessica Maric, sono stati accusati di omicidio e incendio colposo. Le prime ricostruzioni indicano che l’incendio sia scoppiato a causa di candele lasciate accese su bottiglie, che hanno innescato un flashover a causa di materiali infiammabili presenti nel locale.

Le condizioni di sicurezza

Testimoni hanno riportato che molti giovani sono stati intrappolati, con un’unica via di fuga che si è rivelata insufficiente. La porta d’uscita, bloccata, ha reso impossibile l’evacuazione tempestiva. Questo grave difetto di sicurezza ha trasformato una serata di gioia in un incubo. Le indagini proseguono, con l’obiettivo di chiarire le responsabilità e prevenire simili tragedie in futuro.

Solidarietà e supporto

In risposta a questa catastrofe, il governo svizzero ha proclamato una giornata di lutto nazionale per onorare le vittime. Il presidente svizzero, Guy Parmelin, ha annunciato che le chiese suoneranno le campane e che ci sarà un minuto di silenzio per riflettere su quanto accaduto. I cittadini sono invitati a unirsi in un momento di commemorazione e solidarietà.

In Italia, la comunità sta mobilitando risorse per fornire supporto alle famiglie delle vittime. Il Centro Ustioni dell’ospedale Niguarda ha preparato un’équipe medica per trattare i ragazzi feriti, mentre la scuola Virgilio di Milano, da cui provenivano alcuni di loro, ha avviato programmi di assistenza psicologica per aiutare i compagni e i familiari a gestire il trauma di questa tragedia.

Il dramma di Crans-Montana è una ferita profonda per l’Italia, un monito su quanto sia cruciale garantire la sicurezza nei luoghi di ritrovo, soprattutto per i giovani. La speranza è che questo tragico evento possa portare a cambiamenti significativi e a una maggiore attenzione alla sicurezza, affinché simili episodi non si ripetano mai più.