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Incidente sulla neve a Saint-Nicolas: travolti da una valanga a 2.550 metri

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Sulla cresta di Punta Leysser un'escursione di scialpinismo sotto rischio valanghe 4 si è trasformata in tragedia: un uomo di 54 anni è morto e i soccorritori del Soccorso alpino valdostano hanno operato in condizioni difficili

Una valanga ha travolto un gruppo di scialpinisti nella zona di Punta Leysser, sopra Saint-Nicolas, in Valle d’Aosta. L’evento è avvenuto a quota 2.550 metri nel primo pomeriggio, lungo un itinerario ritenuto classico per lo scialpinismo locale. Il gruppo, formato da escursionisti tedeschi e accompagnato da una guida alpina, è stato sorpreso dallo scivolamento di neve durante la salita.

Gli esperti del soccorso alpino confermano che le condizioni nivometeorologiche possono aumentare il rischio di slavine anche su percorsi conosciuti.

L’intervento dei soccorsi

L’allarme è stato lanciato quando la Centrale unica del soccorso valdostano ha ricevuto la richiesta d’aiuto. Sul posto sono intervenute le squadre locali di soccorso alpino e i compagni del gruppo. In totale sono state coinvolte cinque persone. Due sono state sepolte dalla neve ed estratte dai compagni. Tre sono rimaste illese.

Il bilancio provvisorio indica la morte di un uomo di 54 anni e il ferimento non grave di un altro escursionista. Le autorità e i tecnici stanno procedendo con gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’incidente e valutare le condizioni del manto nevoso nella zona.

Le difficoltà dell’intervento di soccorso

Dopo gli accertamenti iniziali, le squadre hanno adattato le operazioni alle condizioni del territorio e del tempo. Le operazioni di salvataggio sono state rese complesse da condizioni meteo avverse: vento forte, scarsa visibilità e la presenza di placche ventate, fattori che aumentavano il rischio di nuove slavine.

Per questo motivo l’elicottero non ha potuto raggiungere immediatamente il luogo dell’incidente e gli operatori sono stati lasciati circa 500 metri più in basso rispetto al punto dell’avvenimento. Le attività proseguono privilegiando procedure che tutelino la sicurezza del personale impegnato sul campo.

Il percorso dei soccorritori

Le operazioni sono proseguite privilegiando procedure volte a tutelare la sicurezza del personale. Otto soccorritori, tra tecnici del Soccorso alpino valdostano e del reparto della Guardia di finanza di Entrèves, hanno risalito il pendio con gli sci e le pelli di foca fino al gruppo coinvolto. La scelta di limitare il numero di intervenuti è stata dettata dalla necessità di contenere i rischi sul terreno ancora instabile. Secondo il direttore del Soccorso alpino valdostano, Paolo Comune, la squadra è stata volutamente ridotta per evitare di esporre troppe persone. L’intervento prosegue con valutazioni continue sulla stabilità del pendio e con misure di mitigazione dei rischi.

Condizioni delle vittime e interventi medici

Le operazioni sono proseguite con valutazioni continue sulla stabilità del pendio e con misure di mitigazione dei rischi. All’arrivo dei soccorritori le persone coinvolte erano già state estratte dalla neve dai compagni. Uno dei soccorritori ha riscontrato un quadro di grave ipotermia, stabilizzato immediatamente dal medico rianimatore del 118 presente sul posto. Dopo la stabilizzazione il paziente è stato trasferito in elisoccorso al pronto soccorso approfittando di una breve schiarita. Nonostante le cure, l’uomo è deceduto alcune ore più tardi in ospedale.

Ruolo della guida e accertamenti

Il gruppo era accompagnato da una guida alpina di nazionalità tedesca. La guida e gli altri due compagni rimasti illesi hanno fornito indicazioni utili agli investigatori per ricostruire la dinamica dell’incidente. La Guardia di finanza ha avviato gli accertamenti e raccolto testimonianze per valutare eventuali responsabilità e i fattori determinanti nell’innesco della valanga. Le autorità mantengono aperta l’inchiesta in attesa dei risultati delle perizie tecniche sul luogo.

Il contesto del pericolo e le raccomandazioni

Dopo che le autorità hanno comunicato l’apertura dell’inchiesta, il bollettino nivometeorologico indicava un livello di pericolo valanghe pari a 4 su 5. Questo valore segnala la critica instabilità del manto nevoso su numerosi versanti alpini e giustifica avvisi di massima prudenza.

Gli esperti raccomandano di valutare con attenzione il bollettino e di privilegiare itinerari meno esposti, adattando la pianificazione alle condizioni locali. È inoltre necessario dotarsi di strumenti di sicurezza come Arva, pala e sonda, verificarne il corretto funzionamento e considerare il rinvio dell’uscita in presenza di segnali di instabilità. Ulteriori verifiche tecniche sul luogo determineranno aggiornamenti sulle misure di prevenzione e sulle raccomandazioni ufficiali.

Bilancio dell’intervento

Ulteriori verifiche tecniche sul luogo proseguiranno e potranno determinare aggiornamenti sulle misure di prevenzione e sulle raccomandazioni ufficiali. L’intervento si è concluso con il trasferimento dei feriti e con la ricostruzione della dinamica affidata alle forze dell’ordine. È confermato un decesso; un altro componente del gruppo è rimasto ferito, non in pericolo di vita. I restanti tre partecipanti sono illesi.

L’episodio riporta al centro del dibattito il tema della sicurezza in montagna e l’importanza di decisioni conservative quando il bollettino nivometeorologico segnala un rischio elevato. Le autorità locali e i soccorritori continueranno le indagini per chiarire le cause dell’evento; la comunità alpina è chiamata a rivedere le pratiche preventive e le scelte di campo in condizioni meteorologiche e nivologiche avverse.