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Napoli, la resa di mamma Patrizia: le drammatiche parole davanti alla stanza del suo bambino

Napoli, la resa di mamma Patrizia: le drammatiche parole davanti alla stanza del suo bambino

Ieri è arrivato il no da parte dei medici a un nuovo trapianto di cuore per il piccolo Domenico: la disperazione della madre.

Nella giornata di ieri, 18 febbraio 2026, un team di specialisti si è espresso negativamente sulla possibilità di eseguire un altro trapianto sul piccolo Domenico, il bambino di due anni e mezzo a cui è stato trapiantato un cuore danneggiato. Mamma Patrizia, che ha sperato fino all’ultimo, si è dovuta arrendere. Le sue parole.

Napoli, la rassegnazione di mamma Patrizia: l’annuncio davanti alla stanza del bambino

Dopo giorni di speranza, ieri è arrivata la notizia che nessuno voleva sentire: i medici hanno detto no a un nuovo trapianto per Domenico, il bambino di due anni e mezzo a cui è stato trapiantato un cuore danneggiato. Il cuoricino disponibile andrà a salvare un altro bimbo in lista di attesa.

La madre di Domenico, Patrizia Mercolino, come leggiamo su quotidiano.net, per tutta la giornata di ieri è rimasta fuori dalla stanza di terapia intensiva dove è ricoverato suo figlio e, quando è arrivato il Cardinale di Napoli, Mimmo Battaglia, si sono seduti in un angolo a pregare insieme. Queste le parole di Patrizia alla notizia che non ci sarà un nuovo intervento: “è stato come ricevere un pugno in pieno petto.

Sapevo che la situazione era complicata, che le condizioni di Domenico rendevano tutto più difficile, ma sentirsi dire no è un’altra cosa. Me lo hanno detto con rispetto, con umanità. Senza girarci troppo intorno. E li ho ascoltati, ho ascoltato ogni parola, lì in quel corridoio diventato di colpo freddo, gelido.”

Napoli, il dolore di mamma Patrizia: “Cosa si fa ora? Lo guardiamo semplicemente spegnersi?”

Sono ore terribili per la famiglia di Domenico, dopo il no al nuovo trapianto. Tutto il dolore della mamma, Patrizia: “le ragioni cliniche le capisco con la testa. Ma con il cuore è un’altra cosa. E allora mi chiedo, cosa si fa ora? Lo guardiamo semplicemente spegnersi?” Una domanda alla quale, purtroppo, mamma Patrizia conosce già la risposta.

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