> > Incontro in Vaticano: Leone XIV e Aram I rilanciano il dialogo ecumenico

Incontro in Vaticano: Leone XIV e Aram I rilanciano il dialogo ecumenico

Incontro in Vaticano: Leone XIV e Aram I rilanciano il dialogo ecumenico

Il Papa e il Catholicos Aram I riaffermano legami storici e chiedono preghiera per il Libano mentre prosegue il dialogo teologico

Il Vaticano ha ospitato un incontro di rilievo che ha visto protagonista Papa Leone XIV e il Catholicos Aram I, rappresentante della Chiesa Apostolica Armena di Cilicia. Prima della catechesi dell’udienza generale il Pontefice ha salutato il Capo della Chiesa armena sul sagrato di Piazza San Pietro, invitando i presenti a pregare per la pace in Libano e nel più ampio contesto del Medio Oriente.

Le parole del Papa hanno sottolineato la preoccupazione per la ripresa di episodi di violenza e la necessità di sostenere le comunità locali in un clima di fraternità.

La visita, oltre ad avere un valore simbolico, è stata pensata come occasione pratica per rinsaldare legami e favorire il cammino verso la piena comunione tra le Chiese.

Nel corso dell’incontro il Pontefice ha espresso gratitudine per l’impegno di Aram I nel promuovere relazioni stabili con la Chiesa di Roma e per la partecipazione fattiva della delegazione armena ai lavori della Commissione Internazionale Congiunta per il Dialogo Teologico, attiva dal 2003.

Radici storiche e vocazione ecumenica

Il colloquio ha richiamato momenti di lungo corso che legano le due comunità cristiane: la relazione intensa nel Medioevo, lo sviluppo dopo il Concilio Vaticano II e le tappe del XX secolo.

Leone XIV ha ricordato con affetto la prima visita di Aram I a Roma durante la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani nel gennaio 1997 e le successive occasioni pubbliche che hanno rinsaldato il rapporto. Tali riferimenti storici servono a indicare come il dialogo non sia episodico ma radicato in una pratica ecumenica consolidata.

I percorsi del dialogo teologico

Negli ultimi anni la collaborazione teologica è sfociata in documenti condivisi che affrontano temi fondamentali: la natura e missione della Chiesa, la comunione nella Chiesa antica e i sacramenti. Questi testi, frutto di confronto tra esperti, mirano a definire punti di convergenza e a chiarire nodi dottrinali in vista di un maggior avvicinamento. Il Papa ha auspicato che, nonostante le difficoltà emerse recentemente, il dialogo prosegua con rinnovato slancio perché la unità nella fede è condizione essenziale per un reale riavvicinamento.

Appello per il Libano e il ruolo delle Chiese

Il tema della pace ha occupato uno spazio centrale nell’incontro: il Pontefice ha rivolto un pensiero particolare al Libano, paese che per lungo tempo è stato esempio di convivenza tra diverse culture e religioni. Di fronte alle nuove minacce all’unità nazionale e all’integrità territoriale, Leone XIV ha incoraggiato le Chiese a rafforzare i vincoli fraterni non solo tra cristiani ma anche con le altre comunità civili e religiose presenti nel Paese. L’appello è stato accompagnato dalla promessa di preghiere quotidiane e dalla espressione di una sincera preoccupazione pastorale.

Programma di visite e momenti liturgici

La presenza del Catholicos a Roma ha dato luogo a un fitto calendario di appuntamenti istituzionali e spirituali. Dopo l’incontro con il Papa, Aram I ha partecipato a un momento di preghiera ecumenica nella Cappella Urbano VIII del Palazzo Apostolico. Nel corso della sua permanenza era previsto che il Catholicos intervenisse all’Udienza generale del 20 maggio in Piazza San Pietro e che incontrasse il Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, oltre a visitare i Dicasteri per la promozione dell’unità dei cristiani, per il dialogo interreligioso e per le Chiese Orientali.

Conferenze e tappe simboliche

Tra gli appuntamenti di rilievo figura la conferenza pubblica dal titolo Le sfide delle Chiese nel Medio Oriente, programmata per il 19 maggio presso il Pontificio Istituto Orientale, che offre uno spazio di riflessione aperto a studenti e studiosi. Sono altresì previste visite di devozione alla Tomba di San Pietro, alla Basilica di Santa Maria Maggiore e alle statue di San Gregorio l’Illuminatore e di San Gregorio di Narek presenti in Vaticano, gesti che sottolineano il valore sacramentale e simbolico della visita.

Aram I, nato nel 1946 e Catholicos di Cilicia dal 1995, rappresenta una figura di riferimento per la Chiesa armena: la sua età e la lunga esperienza pastorale consolidano il peso del suo messaggio. L’insieme degli incontri e delle iniziative programmate mette in luce una volontà comune di dialogo sostenuto da atti concreti, preghiera e confronto teologico, un percorso che ambisce a promuovere non solo la riconciliazione spirituale ma anche il sostegno alle comunità in difficoltà.